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Difficile e senza poteri la vita dei Gay in Italia.

by on feb.11, 2010, under WebNews

Come vivono gli omosessuali italiani? Quali sono le loro aspirazioni, i loro sogni rivolti non solo al privato ma particolarmente verso la politica e le sue rappresentanze? Sogni, aspirazioni, desiderio di non essere più trattati da cittadini di serie B; uomini e donne che nella loro condizione sessuale si sentono sempre più spesso emarginati, impauriti da un clima ostile verso di loro, in famiglia come nel lavoro e nella società. La crisi economica va di pari passo con la crisi delle libertà individuali. Così Sette, il magazine del Corriere della Sera si è chiesto come è la vita degli omosessuali in questa Italia e ha dato voce ad alcuni protagonisti di queste esistenze difficili, con un interessante reportage che verrà pubblicato oggi.

Il servizio racconta gli amori, le paure, le battaglie ancora da vincere in questo Paese assetato di nuove legalità che riguardano le coppie di fatto e i singoli cittadini che amano altri cittadini dello stesso sesso. I problemi di visibilità e accettazioni, sono trasversali: toccano il mondo dello sport dove un’allenatrice viene diffidata dal dichiarare l’amore “proibito” per una sua compagna; un manager che può assistere il suo compagno malato grave grazie alla comprensione dei medici, ma potrebbe essere messo alla porta senza spiegazione alcuna. E ci sono coloro, tanti per fortuna, che spendono parecchio tempo della loro esistenza per dare dignità alla loro e altrui vita.

Sette, parla poi con alcuni protagonisti omosessuali come Alessandro Cecchi Paone, Angelo Pezzana storico fondatore del Fuori, e la deputata Pd Anna Paola Concia. Qualche tempo addietro Libero pubblicò un articolo mettendo il fila una serie di nomi importanti che farebbero il “Gay Power” italico. Ci finirono dentro anche chi delle battaglie glbt ne fa a meno, probabilmente, grazie ad una vita agiata tale da potersi concedere il disinteresse su tutta la linea. Il fantomatico “Potere Gay” o “lobbygay” venne anche gridato insensatamente quando Rocco Buttiglione fu bocciato come commissario europeo a causa di certe sue dichiarazioni che poco coincidevano con le idee liberali e libertarie dell’Europa che poco comprendeva forme di discriminazioni da parte di paesi membri. Ma ahinoi, in Italia non esiste una lobby gay. Magari!

Ne è convinto anche Alessandro Cecchi Paone che a Sette dichiara:

“Non parliamo di potere gay: in Italia non esiste. Siamo l’unico Paese del mondo libero, civile, democratico, in cui i gay hanno ancora problemi di visibilità”.

Del resto siamo un paese dalle contraddizioni visibili dove un ministro come Ignazio La Russa apre ai gay in divisa, avvertendo però che nessuno si azzardi a presentarsi ad un Gay Pride con le stellette. Siamo il Paese che si dice avverso al riconoscimento legislativo delle coppie di fatto e gli stessi contrari agiscono in una continua ed esaltante ipocrisia.

“Il nostro è diventato un paese se possibile più omofobo negli ultimi anni. Purtroppo c’è un tasso impressionante di omofobia interiorizzata. Non è necessario essere militanti. La mia battaglia sul piano culturale è quella per la normalità degli omosessuali”

afferma, poi, Anna Paola Concia, per spiegare quanto lavoro importante c’è ancora da svolgere.

Probabilmente è una semplice casualità, ma il servizio viene pubblicato proprio alla vigilia del Congresso Nazionale di Arcigay. Un caso che comunque potrà dare qualche spunto di discussione in quel di Perugia.

fonte: queerblog.it

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