Archive for marzo, 2010
Lady Gaga e Beyonce, amanti lesbo, nel nuovo video “Telephone”
by PaloAltoGay.com on mar.14, 2010, under Musica & Video, WebNews
Come riportato dal sito Soundsblog, ecco il nuovo video di Lady Gaga, featuring Beyonce. E che dire? Anche in questo caso, Gaga non si è trattenuta e non ha badato a coreografie, storie e intrecci, in 9 minuti di racconto.
Questa specie di minifilm (potrebbe essere una serie, perche’ il filmato finisce con “to be continued”), parla di Lady Gaga e Beyonce, moderne Thelma e Louise, separate dal carcere. La prima è stata arrestata e viene condannata alla prigione, dove instaura anche rapporti lesbo, con altre donne detenute.
Ma quando esce, ecco che incontro Beyonce e insieme avvelenano un intera tavola calda. Gli uomini hanno un ruolo marginale. Il rapporto tra le due donne è alla base di tutta la storia, amanti, amiche, in questo legame saffico ed eccessivo. Bell’alchimia tra le due donne, Lady Gaga sempre più gayfriendly, oppure non vi piace?
A letto non dimenticatevi…
by PaloAltoGay.com on mar.10, 2010, under WebNews
Oggi PaloAltoGay.com vuole “dispensare” alcuni consigli su come fare sesso. Ma non sentitevi obbligati a seguirli, almeno non tutti, ma sappiate che alcuni consigli vi faranno raggiungere una maggior intimita’ con il vostro partner.
Ci sono alcuni errori che si fanno frequentemente e che potrebbero trasformare un’esperienza bella ed eccitante come il sesso fra uomini in un fiasco clamoroso. Ecco la nostra lista di errori che sarebbe meglio non fare:
- 1. escludere il bacio a priori: il bacio è particolare, è vero, e non tutti se la sentono di baciare il proprio partner; non è nemmeno corretto, però, escluderlo a priori;
- 2. ignorare le zone erogene: non c’è solo il pene e/o l’ano. Il corpo maschile è un fantastico mondo da scoprire: usate la vostra immaginazione, ma sopratutto le labbra su una schiena, la lingua, le mani… molte parti erotiche vi aspetteranno!
- 3. non usare il preservativo: il preservativo lo devi usare. Punto. Non ci sono se e non ci sono ma e’ l’unica arma che abbiamo per proteggerci da HIV e malattie sessualmente trasmissibili.
- 4. andare subito al dunque: la cosa peggiore? Avere subito un rapporto anale, senza tutto il percorso di eccitazione che lo precede;
- 5. fare ricorso ad una sola posizione: sebbene sia la più classica, la posizione del missionario non è l’unica; liberate la vostra fantasia!
- 6. eiaculare troppo presto o troppo tardi: a meno che non si tratti di un problema (e in questo caso rivolgetevi ad un andrologo) evitate di venire troppo presto solo per soddisfare voi stessi, ma non ci mettete nemmeno un’eternità, soprattutto se siete attivi (che alla fine, poi, da esperienza di piacere diventa evento di irritazione e dolore);
- 7. non avvisare che stai per venire: quando stai per venire dillo al tuo partner sia perché è bello comunicare certe cose, sia perché lui possa regolarsi di conseguenza e, magari, venire assieme a te;
- 8. fare sesso come in un film porno: il sesso nei film porno è diverso da quello reale. Loro fingono e si spera voi no. Un film puo’ darvi il giusto spunto e la giusta eccitazione per iniziare un rapporto sessuale, ma non c’e’ bisogno di seguirlo alla lettera perdereste solo il piacere di un atto meraviglioso;
- 9. stare zitto: non è il caso di raccontarci delle storie, ma nemmeno quello di fare la scena di un pesce, quindi gemiti, urli (non eccessivi) e dei bei sospiri aumenteranno l’atmosfera che si e’ creata attorno a voi…
- 10. avanti e indietro in maniera meccanica: soprattutto se siete attivi, ricordatevi che non state facendo esercizio ginnico! Variate il ritmo della penetrazione, l’intensità, la forza. Andate più veloci, più piano, riposatevi e sentite come risponde il partner: entrambi dovete godere appieno della situazione;
Che ne pensate di questa “mini-guida”? Fateci sapere le “vostre” regole!
[fonte]
BOYS LOVE STYLE: LO STILE GAY CHE FA IMPAZZIRE LE RAGAZZINE
by PaloAltoGay.com on mar.07, 2010, under Cinema, WebNews
In Italia i manga “Boys Love” (quelli incentrati su relazioni gay e realizzati da autrici donne per un pubblico femminile) vengono pubblicati dall’inizio del duemila, ma stentano ancora ad affermarsi. I motivi sono diversi: dalle scelte editoriali poco azzeccate al clima del nostro paese, passando per il boicottaggio di alcuni circuiti distributivi e al grande errore iniziale di puntare sul pubblico gay. In ogni caso, mentre da noi questo genere è in un momento di stasi, vale la pena ricordare che in diversi paesi occidentali è ancora in piena espansione, mentre in Giappone è diventato un vero e proprio fenomeno di costume che ha abbondantemente travalicato il mondo del fumetto. Non è semplice riassumere la situazione in poche righe, ma può essere interessante notare che nelle grandi città giapponesi iniziano a comparire intere vie dedicate ai Boys Love e ai negozi che commerciano i manga Boys Love e il relativo merchandising (gadget, abbigliamento, DVD e quant’altro), con tanto di cartellonistica riservata alle ultime novità del settore.

Una delle vie più popolari in questo senso è sicuramente la Otome Road (che si trova nel quartiere di Ikebokuro a Tokyo), un vero e proprio paradiso per le appassionate di questi manga e del mondo che ci gira attorno. Probabilmente è molto difficile per chi vive in Italia, dove stentano a nascere anche dei “semplici” quartieri gay, concepire che ci siano delle vie per le ragazze che vanno matte per i prodotti a base di relazioni gay, eppure questa è solo la punta dell’iceberg. Basti pensare che l’estetica Boys Love anima anche un vero e proprio sottogenere della video pornografia gay, con case di produzione specializzate (come la Go Guys Plus e la Coat West) che si rivolgono prettamente al pubblico femminile. Infatti i modelli dei loro video sono dei gay “trasfigurati” per il pubblico femminile e a dir poco inverosimili, esattamente come i protagonisti dei manga da cui traggono spunto. Da notare che non solo questi video ispirano a loro volta manga e fanfiction, ma spesso le case di produzione organizzano incontri con i fans che al 90% sono affollati da ragazze vocianti che trattano i gay performer come qualsiasi idolo delle teenager.
D’altra parte, giusto per restare in tema di idoli delle teenager, vale la pena ricordare che l’estetica Boys Love sta diventando un tormentone anche per la musica pop nipponica, e in particolare per il genere visual kei. A quanto pare uno dei punti di forza dei loro massimi esponenti sono l’aspetto androgino, un look eccessivo e una discreta ambiguità sessuale, che spesso viene accentuata da atteggiamenti decisamente affettuosi – baci compresi – verso persone del proprio sesso (anche nel pieno dei concerti). Questo approccio all’omosessualità (spesso costruito ad arte), nel tempo, si è esteso anche agli esponenti di altri generi musicali, come il jrock e il jpop, diffondendosi in proporzione al successo dell’estetica Boys Love presso le teenager giapponesi. Ultimamente non è raro che gli idol giapponesi di maggior successo giochino su questa cosa, arrivando ad accennare a supposti momenti intimi trascorsi con i loro colleghi e/o rivali, proprio per permettere al loro pubblico di fantasticarci sopra. Più o meno il contrario di quello che succede in Italia, dove tutti i cantanti (e in particolare gli idoli delle teenager) si fanno in quattro per smentire le eventuali voci di omosessualità che circolano su di loro.
D’altra parte i Boys Love, in Giappone, sono diventati anche un vero e proprio filone cinematografico, e come se non bastasse adesso hanno iniziato ad essere prodotti anche dei film incentrati su ragazze appassionate di Boys Love. Da come si può intuire da questa breve carrellata (da cui abbiamo escluso cose “ovvie” come le fiere dedicate, i videogiochi e i cartoni animati a tema), è evidente che i manga a tema gay per ragazze – perlomeno in Giappone – sono una realtà tutt’altro che marginale e in continua evoluzione. Sicuramente il loro scopo non è quello di legittimare la condizione gay, ma è indubbio che – a modo loro – stiano dando un certo contributo allo sdoganamento dell’omosessualità maschile anche nella rigida cultura nipponica, e tutto considerato non è poco.
Articolo di Valeriano Elfodiluce
[fonte]
I love you Phillip Morris: in Italia è lo stesso film?
by PaloAltoGay.com on mar.03, 2010, under Cinema, WebNews
La Lucky Red ha deciso di effettuare un’operazione “candeggio” per la locandina italiana del film “I love you Phillip Morris” in uscita il 2 Aprile 2010. Pulito e lindo per il bigotto mercato italiano.
Come spesso accade, il titolo cambia: Colpo di fulmine – il mago della truffa che non si capisce bene in cosa stia la truffa o il colpo di fulmine. Forse per i cani? Non che la locandina straniera fosse piu’ esplicita… o per meglio dire… dipende da quale vi e’ capitata di vedere… si passa da quella italiana (completamente senza nessun riferimento sentimentale) a quelle puramente esplicite con bacio gay.
Di che tratta il film?
Steven Russell (Jim Carrey) è un poliziotto texano sposato e praticante alla ricerca della madre biologica. L’esito della ricerca non è dei più felici ma consente a Steven di scoprire la sua vera natura: è gay. Lasciata la moglie e trasferitosi a Miami dove trova subito un compagno, capisce che il tenore di vita richiesto va al di là delle sue possibilità. La truffa è la soluzione più a portata di mano. Ma la truffa può portare al carcere dove non necessariamente è tutto negativo. Perché è qui che Steven incontra Phillip Morris (Ewan McGregor) che pende dalle sue labbra e del quale lui non può fare a meno.
Jim Carrey ed Ewan McGregor: un’accoppiata per una love story che farebbe gola a qualsiasi produzione, figuriamoci a una che ha alla regia lo sceneggiatore di Babbo bastardo, film che non brillava certo per romanticismo. Glenn Ficarra che firma la regia con John Requa sembra il più in difficoltà del trio.
Si ha come l’impressione che non si voglia scegliere tra la commedia, la storia d’amore e il dramma in un film che ha debuttato al Sundance per poi sbarcare a Cannes alla Quinzaine. I suoi due protagonisti non mostrano invece alcuna difficoltà a calarsi nei ruoli. Se McGregor si cala nei panni del carcerato fulminato dall’amore per il poliedrico Steven, è Carrey a mostrare come un attore, se vuole, possa offrire il meglio di se stesso anche a una produzione minore. È a lui che viene affidato il compito, memore di una prestazione da storia del cinema come quella offerta in Truman Show, di fare da punto di contatto tra due modi di fare ‘cinema fraterno’.
Perché I Love You Phillip Morris è il mix ben riuscito tra il grottesco alla Farrelly e la rivisitazione colta alla Coen.
È indispensabile che il protagonista sappia quando tracimare e quando invece tornare negli argini di un cinema più rigorosamente cinefilo. Carrey ne è perfettamente cosciente. E lo si apprezza.
Ecco la locandina italiana:
E quella presente da altre parti:

Eccovi alcune immagini del film:
Il pene si sta’ accorciando
by PaloAltoGay.com on mar.01, 2010, under WebNews

Secondo alcuni studiosi riuniti a Padova al convegno Medicina e Sessualita’ nasce “l’allarme” che nel prossimo futuro il pene dell’uomo sara’ piccolo… o comunque le sue dimensioni sono destinate a ridursi dopo che negli ultimi anni si sono allungare.
La causa di questo problema e’ dovuta all’obesita’ e all’inquinamento.
Questo allarme e’ stato dato dopo che gli studiosi hanno misurato il pene di 2.123 ragazzi diciottenni della citta’ di Padova e province. La conclusione e’ che il pene a riposo si e’ ridotto del 10%! Passando dai 9,7 centimetri agli attuali 8,9 centimetri. Di questi 2.123 ragazzi, ben 50 hanno, invece, un pene di soli 6 centimetri (a riposo) considerato un “micropene”.
Ora come ben sapete le dimensioni di un pene a riposo non significano che poi resti piccolo anche in erezione. Solitamente si ha un raddoppio delle dimensioni del pene dallo stato di riposo a quello di erezione. Oltre alle dimensioni, poi, conta che il pene svolga egregiamente il suo compito e qui nasce un nuovo “allarme” dalla saune che ne ridurrebbero la fertilita’.
La mia domanda e’ questa: lo studio riguarda solo i giovincelli di Padova? O anche i bei maschietti di altre citta’ ne soffriranno? Dallo studio si direbbe di si… e non oso immaginare come saranno i peni dei ragazzi delle nostre “metropoli” super inquinate… voi che ne pensate? Quali sono le vostre misure?
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