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INTERNET UCCIDERÀ IL PORNO GAY. E POI LO FARÀ RINASCERE

by on feb.03, 2012, under WebNews

Arrivati al 2012 è legittimo chiedersi in quale direzione si svilupperà il mondo del porno gay nel prossimo futuro. In effetti per un paese come l’Italia una simile riflessione risulta alquanto superflua, visto che da noi il porno gay si è potuto diffondere in maniera capillare solo con l’arrivo di internet, tuttavia in nazioni come gli USA, dove effettivamente il porno gay fa parte del retroterra culturale di una buona fetta di popolazione gay da almeno quarant’anni, il dibattito è quantomai acceso e divide nettamente il pubblico. Da una parte ci sono i disfattisti, per cui internet rappresenta di fatto la tomba del porno gay di qualità, mentre dall’altra ci sono i possibilisti, che ammettono che il porno gay come lo si conosceva sta morendo, sostituito dalle produzioni amatoriali o semiamatoriali, ma sostengono che questo non sarà che il preludio ad una sua prossima resurrezione più al passo coi tempi.

Alla prima categoria, ad esempio appartiene il noto giornalista e recensore di San Francisco John Karr, che in un recente articolo sostiene che nel prossimo futuro le trame scompariranno completamente dai video hard gay e che i gay porn performers ricorrenti saranno sempre di più e sempre più prolifici. Dal suo punto di vista tutto questo rappresenterebbe un segno del declino del settore, incapace ormai di realizzare prodotti che possono competere con le pietre miliari di qualche hanno fa. Poichè questo commento è arrivato nella recensione del film “Cowboys” della Raging Stallion, uno dei protagonisti, che è anche un noto blogger, ha deciso di ribattere alle sue parole, esponendo la sua tesi da perfetto «possibilista». Stiamo parlando del simpatico Colby Keller, uno degli attori simbolo del porno gay di ultima generazione, che ovviamente è molto presente su internet ed è decisamente prolifico.

Lui sottoscrive quello che dice John Karr, però vuole spiegare per filo e per segno le ragioni di questa situazione e il perchè, dal suo punto di vista, questo cambiamento non è necessariamente un male. Innanzitutto ammette che realizzare produzioni più «spontanee» e veloci è diventata una necessità, perchè con internet la competizione è spietata, e comunque è proprio internet che ha lanciato i nuovi gay porn performer di culto, e questo spiega perchè proprio loro stanno diventando sempre più presenzialisti. Tuttavia Colby Keller sostiene anche che la funzione delle trame e dei canovacci è diventata del tutto superflua, e non perchè al pubblico interessa solo il sesso, ma perchè, al contrario, nel porno gay non c’è più bisogno di creare trame fittizie per intrigare lo spettattore esigente. Infatti ormai la stragrande maggioranza dei gay porn performers è presente, o perlomeno seguita, su internet, è quotidianamente in contatto con il suo pubblico tramite i social network e di fatto questi spazi contribuiscono a creare il «contorno» alle sue performances sessuali.

In questo modo, se un gay porn performer si ritrovasse a «recitare», magari con un altro nome e un altro atteggiamento rispetto a quelli con cui è conosciuto su internet, risulterebbe inevitabilmente poco credibile, o addirittura ridicolo. Certo i video che realizzano fantasie continuano ad essere prodotti, e Cowboys della Raging Stallion ne è un buon esempio, così come lo sono le decine di siti specializzati in vari tipi di feticismo, dalla lotta agli abiti eleganti, ma i vari protagonisti non rinunciano mai all’identità con cui si sono fatti conoscere e apprezzare. E questo potrebbe spiegare perchè, piuttosto che imbastire trame e canovacci come accadeva anni fa, oggi si preferisca introdurre i performers attraverso interviste più o meno sincere, e magari mostrare i dietro le quinte delle loro performances. Inoltre c’è da dire che, ormai, amatoriale non è più sinonimo di bassa qualità, e probabilmente anche il pubblico inizia a notarlo.

Un recente sondaggio del sito Joe Knows Gay Porn, ad esempio, riferisce che il 29 per cento del pubblico preferisce il porno gay amatoriale, e solo cinque anni fa la percentuale era del 19 per cento. Evidentemente i tempi cambiano rapidamente e, probabilmente, dal punto di vista gay c’è anche un desiderio supplementare di sesso reale compiuto da maschi reali. Quel che è certo è che questa nuova dimensione del porno gay, sta lentamente portando a nuovi livelli di emancipazione sessuale, che rendono sempre più sottile il confine fra i gay porn performers e il loro pubblico, che sempre più spesso si espone direttamente su personals, chat erotiche e siti dai risvolti piccanti aperti a tutti.

di Valeriano Elfodiluce [fonte]

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I COMPAGNI

by on mag.02, 2011, under Film

Ormai lo sapete che i ragazzi giovani ci piacciono. L’altra volta vi abbiamo fatto godere con le avventure dei compagni di corso, ma anche questi non scherzano… un po’ piu’ giovani, ma con una voglia da urlo!

Ovviamente i ragazzi dimostrano di avere poco piu’ di 14 o 16 anni, ma vi assicuriamo che sono tutti maggiorenni e con il cazzo ben duro per sfondare ogni culo!

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U.S.A., film porno. Se gli interpreti usano il preservativo calano le vendite.

by on feb.15, 2011, under WebNews

LOS ANGELES, CALIFORNIA – La clinica nei dintorni di Los Angeles, California, che per dieci anni ha sorvegliato la salute di coloro che lavorano nella multimiliardaria industria della pornografia ha chiuso i battenti e il municipio è dovuto intervenire. Gli assessori hanno approvato un’ordinanza che richiede l’uso dei preservativi sul set di qualsiasi film porno in lavorazione. Ma è dubbio che tale ordinanza abbia gli effetti desiderati.

L’improvvisa chiusura della clinica, la Adult Industry Medical Healthcare Foundation, nella San Fernando Valley, dove è concentrata la maggior parte degli studios pornografici, è avvenuta dopo che una delle ”attrici” sotto controllo ha contratto l’Aids. ”Non possiamo continuare a tenere la testa sotto la sabbia”, ha dichiarato al New York Times l’assessore Bill Rosendahl, ”questa gente dovrebbe usare i preservativi, punto e basta”.
L’ordinanza municipale sarebbe la prima ad imporre specifici criteri di sicurezza  all’industria pornografica, che in genere ha sempre tenuto lontane influenze esterne mediante quella che definisce l’autoregolamentazione. La clinica, finanziata dalle sesse compagnie porno, nel frattempo ha ripreso a funzionare, ma con una incerta reputazione dopo il contagio dell”’attrice”. E’ stata aperta alla fine degli anni novanta dopo che numerose ”attrici” sono state contagiate dall’Aids ed hanno fatto causa alle compagnie produttrici di film porno.

Le malattie sessuali sono frequentissime tra gli interpreti dei film pornografici. Vengono diagnosticate su un quarto di tutti gli interpreti ogni anno, secondo i dati del Los Angeles County Department of Public Health. I casi di clamidia e gonorrea sono sette volte più frequenti che tra la popolazione in generale.

Precedenti sforzi delle autorità al fine di rendere obbligatorio l’uso dei preservativi non sono approdati a nulla. I funzionari sanitari della contea di Los Angeles dicono che non ci sono i soldi per farlo. Anche se l’ordinanza diventerà legge non sarà facile applicarla. Ad essere restii all’obbligo del preservativo sono gli stessi produttori dei film porno perchè, dicono, se gli ”attori” li usano diminuiscono le vendite.

Dice la stessa cosa Jim South, da tempo reclutatore di interpreti porno. ”Anni fa ho cercato di convincere tutti ad usare il preservativo. Svariate compagnie hanno aderito, ma le loro vendite sono sensibilmente calate ed è finita lì”. Secondo le stime correnti, negli Stati Uniti il giro di affari della pornografia si aggira tra i 2 e i 13 miliardi di dollari l’anno.

[fonte]

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STUDENTI IN BAREBACK

by on feb.01, 2011, under Film

Codice Film: FPG012 – ACQUISTALO NELLE VIDEOTECHE O SEXY SHOP PREFERITO – OPPURE ON LINE IN TOTALE ANONIMATO

Gli studenti non pensano mai allo studio, ma solo al sesso e cosa c’e’ di piu’ eccitante di fare sesso con i propri compagni di corso? Intrigante e passionale questi studenti si danno veramente da fare e ci faranno godere cosi’ tanto che non potremmo dimenticarceli facilmente!

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Sei gay? In Repubblica Ceca ti misurano il pene per scoprirlo

by on dic.10, 2010, under WebNews

Si chiama “‘Test fallometrico” il metodo per ” individuare” gli omosessuali che fanno richiesta di rifugiarsi nel paese dell’Est europeo. Una tecnica chiaramente discriminatoria che ha causato dure critiche dall’UE

In molte parti del mondo essere gay è quasi – e talvolta senza il quasi – un reato se non un crimine. Molti, pertanto, sono costretti a rifugiarsi all’estero e sulla domanda d’asilosono costretti a denunciare il loro “stato”, pur di vedersela accordare. Già, ma quanto sei gay? lo sei veramente oppure fingi, al solo fine di ottenere il visto? Sembra sia questa domanda che le autorità della Repubblica Ceca si sono fatte prima di introdurre un’analisi “scientifica” (tra qualche milione di virgolette) che esamina il “candidato”, al fine di accertare se quanto affermato nella denuncia per richiedere l’asilo a quelle latitudini, corrisponde al vero. Una pratica chiaramente discriminatoria che forse serve a coprire un egualmente becero razzismo, più o meno, latente.

BENVENUTO IN REPUBBLICA CECA, LO TIRI FUORI - L’Unione europea e l’Agenzia per i diritti umani hanno criticato aspramente le autorità ceche per l’utilizzo di un metodo controverso per verificare se i richiedenti asilo per omosessualità sono veramente gay. L’Agenzia dei diritti fondamentali ha dichiarato che la Repubblica Ceca è l’unico paese dell’Unione europea che sta utilizzando un test fondato “sull’eccitazione sessuale”. In poche parole, ti fanno visionare un filmetto a luci rosse e a seconda di come reagisce il “Walter” all’input, i candidati verranno schedati e potranno ricevere o meno l’asilo. In caso contrario beh… bisogna mettersi l’animo in pace. Praga la vedranno solo in cartolina, oppure in qualche filmetto porno dedicato proprio alla capitale ceca da Rocco Siffredi!

51lltedk7YL Sei gay? In Repubblica Ceca ti misurano il pene per scoprirloSEMBRA UNA BARZELLETTA DI BERLUSCONI - L’analisi scientifica prevede infatti che i richiedenti asilo per omosessualità vengano collegati ad una macchina che monitora il flusso di sangue al pene, questo mentre visionano direttamente film porno. Un sistema, pare, molto empirico e della cui scientificità ci permettiamo di dubitare. Infatti, la discriminate è “l’eccitazione“. Il Walter s’ingrossa? Male, perché l’asilo verrà irrimediabilmente negato. Un gay, secondo le geniali autorità ceche… non può eccitarsi ala visione di film porno “etero”.  L’agenzia ha specificato in un rapporto “che la prova è a dir poco dubbia e giunge a conclusioni non sufficientemente chiare”. E non solo. L’agenzia ha anche affermato che la pratica può violare la “Convenzione europea dei diritti dell’uomo, poiché questa tocca procedure basate su una parte intima della vita privata di un individuo”. Il ministero dell’Interno ceco (verrebbe da dire in ogni senso)  ha reagito con rabbia alle affermazioni, dicendo che le “prove fallometriche” sono state utilizzate in meno di 10 casi di asilo. Le prove sono state sempre condotte sotto la supervisione di esperti, ed è stato sempre richiesto ed ottenuto il pieno consenso scritto da parte del richiedente l’asilo. Il primo caso è venuto alla luce dopo che un tribunale tedesco ha rifiutato di espellere un richiedente asilo iraniano. Questi aveva detto che sarebbe voluto andare in Repubblica Ceca ma che in quel paese si applica ancora questo “metodo scientifico” discriminatorio. Il commissario ceco per i diritti umani, nel frattempo, ha descritto le prove fallometriche come “poco dignitoso”.

Fonte | giornalettismo.com

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