PaloAltoGay.com

Cinema

Da “Uomini e Donne” a Casanova!

by on mag.04, 2010, under Cinema, WebNews

Dice di non conoscere Fernando Vitale e di non temere nessun confronto con l’ex tronista di Uomini e Donne: «Lui è lui ed io sono io» ha dichiarato Franco Bigini, il corteggiatore che ha recentemente annunciato di voler intraprendere la carriera nel mondo del cinema hard. Il 29 enne lucchese approdato su Canale 5 per corteggiare Laura Lella e Monica Pisano, amareggiato dalle avances maschili ricevute in cambio di successo nel mondo dello spettacolo, ha deciso di buttarsi nel mondo del porno firmando un contratto per la casa di produzione di Silvio Bandinelli e col regista porno Andy Casanova. «A richieste esplicite da parte di altri uomini, ho capito che tutte le strade mi sarebbero state precluse – ha raccontato al portale Hardcelebrity.com – questa avventura la vivo un pò come una rivincita».

In precedenza anche Fernando Vitale aveva deciso di ribellarsi ai meccanismi dello star-system girando un film vietato ai minori in cui si facevano riferimenti espliciti alla trasmissione da cui era partita la sua carriera. Fernando e Franco, quindi, si sfideranno a colpi di hard e, sebbene i due non si conoscano, un pò di competizione è trapelata dalle parole del toscano: «siamo proprio persone davvero diverse. Credo che la mia forza sia l’umiltà e una sana dose di caparbietà. Vitale sinceramente non lo conosco, so che ha ottenuto grande popolarità con il trono ma in trasmissione dalla De Filippi, come dico sempre, c’è poca differenza tra chi è corteggiato e chi fa il corteggiatore».

Le riprese del film sono già iniziate e sembra che tra il corteggiatore e la telecamera si sia instaurato subito un bel rapporto. Franco ha dato il massimo con la confidenza di chi non è nuovo a questo tipo di riprese: «Diciamo che anche nell’intimità mi è capitato di filmarmi mentre facevo sesso con una donna e la cosa mi ha sempre intrigato – ha spiegato Bigini nell’intervista – Mi sono trovato subito a mio agio. È stato tutto molto bello». Sarà bello anche per Maria De Filippi vedere un altro dei suoi ragazzi lasciare delusi la tv per dedicarsi al cinema porno?

[fonte]

Leave a Comment more...

Porno e 3D non vanno d’accordo

by on apr.15, 2010, under Cinema, WebNews

Porno e 3D non vanno assolutamente d’accordo. E a dirlo non sono i produttori di TV, che non vorrebbero vedere il loro nome accostato alle produzioni hardcore, ma sono direttamente gli addetti ai lavori nel mondo dell’eros. Il 3D non è roba nostra, costa troppo e la gente vuole altro.

E’ quello che emerge dalla nostra inchiesta che ha coinvolto i maggiori distributori, importatori, produttori e registi di film hard. Abbiamo selezionato una serie di interventi abbastanza significativi, che proponiamo qui di seguito.

Il primo a bocciare il porno “3D” è Salvatore Sbarra, distributore e organizzatore di eventi. Penso che nel mondo dell’hard in Italia non ci sarà una grande richiesta per il 3D. Da questo punto di vista tutti i nuovi supporti non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. E’ vero, consentono di avere un’immagine nettamente superiore, ma il fruitore di film per adulti cerca il più delle volte un supporto che renda si il film il più realistico possibile, ma nello stesso tempo vuole che l’effetto sia “casereccio”, soprattutto nelle produzioni amatoriali o nelle produzioni a medio budget che sono poi gran parte di quelle prodotte in Italia.
Allo stesso modo non c’è stata nessuna richiesta per il blu ray, se non per semplice curiosità. Il cliente vorrebbe vedere il film nella maniera più naturale e vera possibile, ma senza effetti speciali o aiuti tecnologici, che non fanno altro che rendere irreali situazioni che si cerca di rendere il più naturali e vere possibile. Ancora oggi ci sono un sacco di clienti che ci richiedono le VHS proprio per l’effetto più reale e naturale che veniva dato alla scena.
Sicuramente qualcuno dei produttori più importanti in Italia (ATV, Showtime, FM Video) si cimenterà nel 3D, ma principalmente per cercare di rilanciare un mercato che ultimamente per colpa di internet vive un momento di stanca che difficilmente tornerà a quello che era il mercato delle VHS.
In più il mercato Italiano è al momento molto limitato, per colpa di internet le grosse produzioni italiane, ma anche le più importanti produzioni d’importazione, non vendono più di 400/500 copie del titolo di punta in prima battuta e questo è sicuramente un limite, non si riuscirebbero certo ad ammortizzare i costi delle produzioni in 3D con questi numeri”
.

Anche Marco Rollo, titolare di Athena Video, che importa e distribuisce i più importanti marchi europei ed americani, concorda che il 3D nel mondo dell’hard è solo un fuoco di paglia: costi troppo elevati, produzioni troppo impegnative per un mondo che ormai va in tutt’altra direzione.

Non manca anche il parere di Paolo Pisani, titolare di ATV che produce film e distribuisce in tutta Europa film anche per le emittenti TV. Paolo Pisani è nel settore da oltre vent’anni, ed è anche uno di quei produttori che ha sempre guardato con molta attenzione alle nuove tecnologie. Durante la nostra chiaccherata infatti ci ha confermato di aver addirittura speso 4.000 euro in licenze Blu-ray perché avevano pure pensato di produrre Blu-ray hard, salvo poi pentirsi visto lo scarso interesse per il formato. Paolo Pisani conferma che parlare di 3D nel mondo hard è prematuro, e soprattutto che anche il 3D come il blu-ray corre il rischio di perdere totalmente di interesse. “I costi di produzione sono troppo alti. Abbiamo ricevuto diverse richieste di preventivi soprattutto da emittenti televisive e canali pay ma la produzione richiederebbe troppa spesa. Il 3D nel mondo dell’hard è un lusso, è motivo di immagine ma non è davvero utile. In un anno facciamo 5 o 6 grosse produzione, girate in Cinealta a 1080p e queste costano già 100.000 euro l’una, e a fatica riusciamo a ripagare i costi. Passare al 3D vorrebbe dire investire il 30 / 40% in più, e nessuno sarebbe in grado di gestire questa spesa. Certo, è un rischio, ma con la crisi odierna sono pochi quelli che vogliono rischiare. Vedo anche un altro rischio concreto: qualche anno fa con l’alta definizione c’era chi realizzava film in finto HD facendo l’upscaling di produzioni standard. Con gli elevati costi dello shooting in 3D è concreto il rischio di conversioni mal fatte da 2D a 3D, che costano molto meno ma rendono anche meno

Silvio Bandinelli, titolare di Showtime Film, produttore e regista non è così pessimista sul binomio hard e 3D, ma è l’unica voce fuori dal coro.“Se i costi di produzione di abbasseranno e si potranno realizzare produzioni a tre dimensioni sicuramente qualcuno ci proverà, anche perché la novità ha sempre pagato. Il 3D offre un nuovo modo di vedere le cose anche se il successo sarà legato probabilmente a quei pochi titoli novità: quando tutti avranno 3D l’interesse scenderà. Sarà comunque importantissimo che il 3D non sia una tecnologia piratabile: al giorno d’oggi la pirateria è un grosso problema per il mondo dell’hard e se anche il 3D sarà scaricabile e copiabile dalla rete allora perderà di interesse”.

Rimane solo Tinto Brass, che ha annunciato una grande produzione eros in 3D – Chi ha ucciso Caligola? – tuttavia è un annuncio che al momento galleggia nell’aria. Tinto Brass infatti non ha mai trovato grossi produttori che potessero sostenere onerose spese di produzione e la cosa potrebbe realizzarsi solo tra qualche anno.

Sembrano quindi essere finiti i tempi dove l’hard pilotava anche l’andamento del mercato home e consumer, e i due segmenti hanno preso strade totalmente diverse. L’hard cerca bassi costi di produzione per essere competitivo nei confronti di web e pirateria, mentre il mondo consumer guarda ormai alla qualità.

[fonte]

Leave a Comment :, more...

Sbandate etero di personaggi gay nel cinema

by on mar.14, 2010, under Cinema

Forse non sono in tanti a ricordarselo, ma il primato della candidatura all’Oscar per l’interpretazione di un personaggio omosessuale spetta a Marcello Mastroianni per il suo ruolo di Gabriele in “Una giornata particolare” di Ettore Scola (1977). Il film non si aggiudicò nessun Oscar (anche se vinse il Golden Globe 1978 come migliore film straniero), tuttavia può vantare un altro primato: è stato il film che ha inaugurato la lunga tradizione, tutta italiana e tutt’ora molto in voga, del personaggio omosessuale “convinto” che non può fare a meno di cedere alle lusinghe dell’eterosessualità. In “Una giornata particolare” il compito di sedurre il protagonista spettò a Sophia Loren, e ancora nel 2009 “Diverso da chi?” di Umberto Carteni ha voluto puntualizzare che nemmeno un attivista gay dichiarato e impegnato come Piero (Luca Argentero) poteva resistere al fascino di Claudia Gerini.

Curiosamente nei media del nostro paese le sbandate etero coinvolgono sempre i gay maschili, simpatici, carini e tutto sommato positivi, quasi a voler dimostrare che gli omosessuali troppo “normali” e perbene sono fondamentalmente degli etero repressi. Ovviamente ci sono stati anche casi di personaggi omosessuali di questo tipo che non hanno avuto sbandate etero, ma guarda caso si sono sempre ritrovati alle prese con grossi problemi, lutti o tragedie di vario tipo. In compenso gli omosessuali che nel cinema italiano sembrano avere un po’ di fortuna in più, e che non “cadono in tentazione”, sono quelli che più ricalcano i rassicuranti stereotipi che la cultura italiana affibbia al gay, e qualche volta riescono persino a “convertire” degli eterosessuali (come nel sottovalutato “Come mi vuoi” di Carmine Amoroso, che nel 1996 “battezzò″ cinematograficamente Vladimir Luxuria).

D’altra parte anche l’idea del gay effeminato e/o travestito che insidia l’etero fino a traviarlo è un classico dei pregiudizi italiani. In ogni caso, tornando ai gay maschili che non possono fare a meno di cedere all’istinto etero, vale la pena segnalare che ultimamente questa moda è approdata anche nelle nostre fiction. Dopo il caso di “Distretto di Polizia” e della “conversione” del commissario Luca Benvenuto (Simone Corrente), anche in un’altra fiction per famiglie dai toni gay friendly c’è stato un notevole caso di sbandata etero. In “Caterina e le sue figlie“, che ha concluso da poco la terza serie, la coppia gay formata da Enrico (l’ex componente dei “Ragazzi Italiani” Attilio Fontana) e Pablo (Quim Vila), nonostante il matrimonio contratto in Spagna, ha attraversato un notevole periodo di maretta dovuto al fatto che Pablo a avuto una sbandata per Eleonora (Eva Grimaldi), l’ha messa incinta, è diventato padre di una bambina e se n’è tornato con la sua nuova famiglia in Spagna… Alla faccia di Enrico e dei matrimoni gay spagnoli. Fortunatamente nell’ultima puntata Pablo è voluto tornare sui suoi passi, ma se l’obbiettivo era di dimostrare che l’orientamento omosessuale non va preso troppo sul serio (e che i matrimoni gay non hanno fondamenti concreti) sicuramente è stato centrato.

Non è questa la sede per discutere delle ragioni (più o meno strumentali) di questo atteggiamento da parte dei nostri media, ma non si può fare a meno di notare che nel resto dei paesi occidentali la tendenza è decisamente opposta. Basti pensare che da poco negli USA ha debuttato una nuova serie dedicata al gladiatore Spartacus (Spartacus Blood and Sand), in cui compare regolarmente un virilissimo guerriero omosessuale, Barca, che ha un giovane compagno e che non ha mai ceduto alle numerose lusinghe delle varie messaline di turno. La cosa ironica è che, se i ragazzi omosessuali italiani vengono presentati ancora in una maniera quantomeno stereotipata, confusa e inaffidabile dalla nostra TV, negli USA continuano ad alimentare una buona dose di sogni omoerotici.

Basti pensare che l’ultimo reality prodotto da MTV USA, Jersey Shore, è incentrato su un gruppo di giovani italo americani e ha già ispirato una versione porno gay realizzata dalla Jetset Studio (e dal titolo Jersey Score). In effetti con “Mine Vaganti“, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, sembra che anche il cinema italiano a tema gay sia sul punto di entrare in una fase più moderna e assertiva, e forse non è un caso che per la trama di questo film il regista si sia voluto ispirare a una storia realmente accaduta: sicuramente gli sceneggiatori delle nostre fiction – con tutti i loro gay pieni di voglie etero – non possono dire altrettanto.

Articolo di Valeriano Elfodiluce [fonte]

Leave a Comment :, , , more...

BOYS LOVE STYLE: LO STILE GAY CHE FA IMPAZZIRE LE RAGAZZINE

by on mar.07, 2010, under Cinema, WebNews

In Italia i manga “Boys Love” (quelli incentrati su relazioni gay e realizzati da autrici donne per un pubblico femminile) vengono pubblicati dall’inizio del duemila, ma stentano ancora ad affermarsi. I motivi sono diversi: dalle scelte editoriali poco azzeccate al clima del nostro paese, passando per il boicottaggio di alcuni circuiti distributivi e al grande errore iniziale di puntare sul pubblico gay. In ogni caso, mentre da noi questo genere è in un momento di stasi, vale la pena ricordare che in diversi paesi occidentali è ancora in piena espansione, mentre in Giappone è diventato un vero e proprio fenomeno di costume che ha abbondantemente travalicato il mondo del fumetto. Non è semplice riassumere la situazione in poche righe, ma può essere interessante notare che nelle grandi città giapponesi iniziano a comparire intere vie dedicate ai Boys Love e ai negozi che commerciano i manga Boys Love e il relativo merchandising (gadget, abbigliamento, DVD e quant’altro), con tanto di cartellonistica riservata alle ultime novità del settore.

Una delle vie più popolari in questo senso è sicuramente la Otome Road (che si trova nel quartiere di Ikebokuro a Tokyo), un vero e proprio paradiso per le appassionate di questi manga e del mondo che ci gira attorno. Probabilmente è molto difficile per chi vive in Italia, dove stentano a nascere anche dei “semplici” quartieri gay, concepire che ci siano delle vie per le ragazze che vanno matte per i prodotti a base di relazioni gay, eppure questa è solo la punta dell’iceberg. Basti pensare che l’estetica Boys Love anima anche un vero e proprio sottogenere della video pornografia gay, con case di produzione specializzate (come la Go Guys Plus e la Coat West) che si rivolgono prettamente al pubblico femminile. Infatti i modelli dei loro video sono dei gay “trasfigurati” per il pubblico femminile e a dir poco inverosimili, esattamente come i protagonisti dei manga da cui traggono spunto. Da notare che non solo questi video ispirano a loro volta manga e fanfiction, ma spesso le case di produzione organizzano incontri con i fans che al 90% sono affollati da ragazze vocianti che trattano i gay performer come qualsiasi idolo delle teenager.

D’altra parte, giusto per restare in tema di idoli delle teenager, vale la pena ricordare che l’estetica Boys Love sta diventando un tormentone anche per la musica pop nipponica, e in particolare per il genere visual kei. A quanto pare uno dei punti di forza dei loro massimi esponenti sono l’aspetto androgino, un look eccessivo e una discreta ambiguità sessuale, che spesso viene accentuata da atteggiamenti decisamente affettuosi – baci compresi – verso persone del proprio sesso (anche nel pieno dei concerti). Questo approccio all’omosessualità (spesso costruito ad arte), nel tempo, si è esteso anche agli esponenti di altri generi musicali, come il jrock e il jpop, diffondendosi in proporzione al successo dell’estetica Boys Love presso le teenager giapponesi. Ultimamente non è raro che gli idol giapponesi di maggior successo giochino su questa cosa, arrivando ad accennare a supposti momenti intimi trascorsi con i loro colleghi e/o rivali, proprio per permettere al loro pubblico di fantasticarci sopra. Più o meno il contrario di quello che succede in Italia, dove tutti i cantanti (e in particolare gli idoli delle teenager) si fanno in quattro per smentire le eventuali voci di omosessualità che circolano su di loro.

D’altra parte i Boys Love, in Giappone, sono diventati anche un vero e proprio filone cinematografico, e come se non bastasse adesso hanno iniziato ad essere prodotti anche dei film incentrati su ragazze appassionate di Boys Love. Da come si può intuire da questa breve carrellata (da cui abbiamo escluso cose “ovvie” come le fiere dedicate, i videogiochi e i cartoni animati a tema), è evidente che i manga a tema gay per ragazze – perlomeno in Giappone – sono una realtà tutt’altro che marginale e in continua evoluzione. Sicuramente il loro scopo non è quello di legittimare la condizione gay, ma è indubbio che – a modo loro – stiano dando un certo contributo allo sdoganamento dell’omosessualità maschile anche nella rigida cultura nipponica, e tutto considerato non è poco.

Articolo di Valeriano Elfodiluce
[fonte]

2 Comments :, , , , , more...

I love you Phillip Morris: in Italia è lo stesso film?

by on mar.03, 2010, under Cinema, WebNews

Immagine anteprima YouTube

La Lucky Red ha deciso di effettuare un’operazione “candeggio” per la locandina italiana del film “I love you Phillip Morris” in uscita il 2 Aprile 2010. Pulito e lindo per il bigotto mercato italiano.

Come spesso accade, il titolo cambia: Colpo di fulmine – il mago della truffa che non si capisce bene in cosa stia la truffa o il colpo di fulmine. Forse per i cani? Non che la locandina straniera fosse piu’ esplicita… o per meglio dire… dipende da quale vi e’ capitata di vedere… si passa da quella italiana (completamente senza nessun riferimento sentimentale) a quelle puramente esplicite con bacio gay.

Di che tratta il film?
Steven Russell (Jim Carrey) è un poliziotto texano sposato e praticante alla ricerca della madre biologica. L’esito della ricerca non è dei più felici ma consente a Steven di scoprire la sua vera natura: è gay. Lasciata la moglie e trasferitosi a Miami dove trova subito un compagno, capisce che il tenore di vita richiesto va al di là delle sue possibilità. La truffa è la soluzione più a portata di mano. Ma la truffa può portare al carcere dove non necessariamente è tutto negativo. Perché è qui che Steven incontra Phillip Morris (Ewan McGregor) che pende dalle sue labbra e del quale lui non può fare a meno.
Jim Carrey ed Ewan McGregor: un’accoppiata per una love story che farebbe gola a qualsiasi produzione, figuriamoci a una che ha alla regia lo sceneggiatore di Babbo bastardo, film che non brillava certo per romanticismo. Glenn Ficarra che firma la regia con John Requa sembra il più in difficoltà del trio.
Si ha come l’impressione che non si voglia scegliere tra la commedia, la storia d’amore e il dramma in un film che ha debuttato al Sundance per poi sbarcare a Cannes alla Quinzaine. I suoi due protagonisti non mostrano invece alcuna difficoltà a calarsi nei ruoli. Se McGregor si cala nei panni del carcerato fulminato dall’amore per il poliedrico Steven, è Carrey a mostrare come un attore, se vuole, possa offrire il meglio di se stesso anche a una produzione minore. È a lui che viene affidato il compito, memore di una prestazione da storia del cinema come quella offerta in Truman Show, di fare da punto di contatto tra due modi di fare ‘cinema fraterno’.
Perché I Love You Phillip Morris è il mix ben riuscito tra il grottesco alla Farrelly e la rivisitazione colta alla Coen.
È indispensabile che il protagonista sappia quando tracimare e quando invece tornare negli argini di un cinema più rigorosamente cinefilo. Carrey ne è perfettamente cosciente. E lo si apprezza.

Ecco la locandina italiana:

E quella presente da altre parti:

Eccovi alcune immagini del film:

Leave a Comment :, , , , more...

Cerca nel sito

Usa il form qui sotto per cercare nel sito:

Se non trovi quello che cerchi, contattaci attraverso un commento in un post o inviaci un'e-mail! Ci prenderemo cura di te!

Nostri Partners

Qualche sito che ti consigliamo...

  • FactoryStream
  • Pig Italia
  • ShowTime