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Tag: Curiosità

Grindr, il programma iPhone per trovare gay e bisessuali vicino a te

by on mar.23, 2010, under WebNews

Ce ne sono due a meno di 50 metri e uno a 500 metri circa“. No, non è un risultato di una telefonata effettuata da Claudio Bisio per cercare una trattoria o un cinema, ma le parole del mio amico Enrico, mentre eravamo seduto in un pub, a bere qualcosa, tra amici. In mano, stringeva il suo iPhone mentre sullo schermo appariva una griglia con i volti di alcuni ragazzi e l’indicativa distanza che ci separava da lui.

Questo programma si chiama “Grindr” ed è scaricabile su iPhone. Ti registri come fosse una chat o un canale qualsiasi, puoi compilare il tuo profilo oppure lasciarlo vuoto e poi … clicchi il tasto di ricerca e ti scova altri ragazzi gay e bisex, vicino a te, che hanno lo stesso programma acceso. E poi chattarci direttamente, magari scambiando quattro chiacchiere e se sei particolarmente vicino a lui o incuriosito, puoi anche metterti d’accordo per incontrarvi.

La cosa divertente è che a volte, appare la scritta: “Zero metri” accanto a qualche nick. E se sei in giro, inizi a scrutarti intorno come un agente segreto in cerca di qualche informazione da una talpa. Voi avete già provato “Grindr”? Vi incuriosisce questa specie di “chat TrovaGay portatile”?

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Come lo fanno gli Italiani, Spagnoli, Tedeschi? La guida del sesso ve lo dice

by on mar.14, 2010, under WebNews

Non che ci possa credere tanto ad una ricerca condotta da una donna, non perche’ non ne abbia le capacita’, ma perche’ sappiamo bene quanto possa essere differente il mondo Gay dal mondo eterosessuale… e’ vero, anche, che nemmeno i Gay fanno piu’ sesso cosi’ “facilmente” come una volta o mi sbaglio io? Intanto leggetevi quest’articolo di Stefano Marucci e poi, e spero che vi vada, lasciate un commento sarebbe bello parlarne assieme.

Durante le crisi economiche i primi tagli ai budget che si fanno sono quelli verso il ‘superfluo’, e fra questo rientra anche la vacanza. Per la giornalista Katy Kelleher, continuare a parlare di crisi economica in termini drammatici deve essere sembrato controproducente per il morale delle sue lettrici e dei suoi lettori, per cui ha voluto cercare di reincentivare il turismo, da un’angolazione stile Sex and the city: una guida alle capacità amatoriali maschili sparsi negli angoli del mondo.

I PRIMATI SECONDO KATY – Cercate un amante che non si stanchi mai? Il Brasile sembra fatto per tutte voi, visto che la media di un rapporto e’ di trenta minuti. Ma per essere sicure di poter far centro, forse la vostra meta è la Grecia dove – tra una manifestazione contro il governo e l’altra o forse proprio per quello – i maschi sono considerati i piu’ arrapati del mondo. Se cercate una storia di una sola notte, forse quello che fa per voi e’ passare un fine settimana a Vienna: in Austria, infatti, i maschietti sono considerati i piu’ promiscui al mondo; di contro sono le donne Neo Zelandesi che meno si preoccupano di legami affettuosi quando entra in gioco una sana e divertente notte di sesso. Per chi cerca esperienze nuove, e’ sempre consigliata la Svezia, il paese con la maggior concentrazione di bisessuali. Ma e’ di nuovo un paese latino a porsi in cima – come media – alle vette dei piaceri di coppia: la Spagna.

I PAESI DA EVITARE – In fondo alle lista appare la Thailandia, perche’ gli uomini li’ dopo 10 minuti si stufano e passano ad altro, e la Germania: i tedeschi avranno anche tanti pregi (non che me ne vengano in mente molti in questo momento) ma vengono considerati i peggiori amanti al mondo. Berlino sara’ pure una bella citta’, ma forse per una single che vuole divertirsi non e’ la destinazione ideale (se non forse per il sesso estremo).

POVERI ITALIANI – Il mito latino si è spostato dal Paese della “dolce vita” alle calienti terre spagnole insomma. Perfino tra i PIGS del sesso, non meritiamo attenzione. Nel 2007, un altro governo e un’altra Italia anche se parliamo di soli tre anni fa, eravamo noi sulla vetta del mondo, e senza dover usare pillole blu o surrogati: un sondaggio condotto su 10.000 donne di 50 nazionalita’ diverse ci aveva dato una soddisfazione perfino maggiore della Coppa del Mondo di calcio dell’anno precedente. Ma si sa, l’italiano si deprime facilmente, e chi non lavora non fa l’amore. Ecco che quindi perdiamo colpi, nonostante le leggende metropolitane sui lettoni di Putin e quelli di Napoleone.

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Sbandate etero di personaggi gay nel cinema

by on mar.14, 2010, under Cinema

Forse non sono in tanti a ricordarselo, ma il primato della candidatura all’Oscar per l’interpretazione di un personaggio omosessuale spetta a Marcello Mastroianni per il suo ruolo di Gabriele in “Una giornata particolare” di Ettore Scola (1977). Il film non si aggiudicò nessun Oscar (anche se vinse il Golden Globe 1978 come migliore film straniero), tuttavia può vantare un altro primato: è stato il film che ha inaugurato la lunga tradizione, tutta italiana e tutt’ora molto in voga, del personaggio omosessuale “convinto” che non può fare a meno di cedere alle lusinghe dell’eterosessualità. In “Una giornata particolare” il compito di sedurre il protagonista spettò a Sophia Loren, e ancora nel 2009 “Diverso da chi?” di Umberto Carteni ha voluto puntualizzare che nemmeno un attivista gay dichiarato e impegnato come Piero (Luca Argentero) poteva resistere al fascino di Claudia Gerini.

Curiosamente nei media del nostro paese le sbandate etero coinvolgono sempre i gay maschili, simpatici, carini e tutto sommato positivi, quasi a voler dimostrare che gli omosessuali troppo “normali” e perbene sono fondamentalmente degli etero repressi. Ovviamente ci sono stati anche casi di personaggi omosessuali di questo tipo che non hanno avuto sbandate etero, ma guarda caso si sono sempre ritrovati alle prese con grossi problemi, lutti o tragedie di vario tipo. In compenso gli omosessuali che nel cinema italiano sembrano avere un po’ di fortuna in più, e che non “cadono in tentazione”, sono quelli che più ricalcano i rassicuranti stereotipi che la cultura italiana affibbia al gay, e qualche volta riescono persino a “convertire” degli eterosessuali (come nel sottovalutato “Come mi vuoi” di Carmine Amoroso, che nel 1996 “battezzò″ cinematograficamente Vladimir Luxuria).

D’altra parte anche l’idea del gay effeminato e/o travestito che insidia l’etero fino a traviarlo è un classico dei pregiudizi italiani. In ogni caso, tornando ai gay maschili che non possono fare a meno di cedere all’istinto etero, vale la pena segnalare che ultimamente questa moda è approdata anche nelle nostre fiction. Dopo il caso di “Distretto di Polizia” e della “conversione” del commissario Luca Benvenuto (Simone Corrente), anche in un’altra fiction per famiglie dai toni gay friendly c’è stato un notevole caso di sbandata etero. In “Caterina e le sue figlie“, che ha concluso da poco la terza serie, la coppia gay formata da Enrico (l’ex componente dei “Ragazzi Italiani” Attilio Fontana) e Pablo (Quim Vila), nonostante il matrimonio contratto in Spagna, ha attraversato un notevole periodo di maretta dovuto al fatto che Pablo a avuto una sbandata per Eleonora (Eva Grimaldi), l’ha messa incinta, è diventato padre di una bambina e se n’è tornato con la sua nuova famiglia in Spagna… Alla faccia di Enrico e dei matrimoni gay spagnoli. Fortunatamente nell’ultima puntata Pablo è voluto tornare sui suoi passi, ma se l’obbiettivo era di dimostrare che l’orientamento omosessuale non va preso troppo sul serio (e che i matrimoni gay non hanno fondamenti concreti) sicuramente è stato centrato.

Non è questa la sede per discutere delle ragioni (più o meno strumentali) di questo atteggiamento da parte dei nostri media, ma non si può fare a meno di notare che nel resto dei paesi occidentali la tendenza è decisamente opposta. Basti pensare che da poco negli USA ha debuttato una nuova serie dedicata al gladiatore Spartacus (Spartacus Blood and Sand), in cui compare regolarmente un virilissimo guerriero omosessuale, Barca, che ha un giovane compagno e che non ha mai ceduto alle numerose lusinghe delle varie messaline di turno. La cosa ironica è che, se i ragazzi omosessuali italiani vengono presentati ancora in una maniera quantomeno stereotipata, confusa e inaffidabile dalla nostra TV, negli USA continuano ad alimentare una buona dose di sogni omoerotici.

Basti pensare che l’ultimo reality prodotto da MTV USA, Jersey Shore, è incentrato su un gruppo di giovani italo americani e ha già ispirato una versione porno gay realizzata dalla Jetset Studio (e dal titolo Jersey Score). In effetti con “Mine Vaganti“, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, sembra che anche il cinema italiano a tema gay sia sul punto di entrare in una fase più moderna e assertiva, e forse non è un caso che per la trama di questo film il regista si sia voluto ispirare a una storia realmente accaduta: sicuramente gli sceneggiatori delle nostre fiction – con tutti i loro gay pieni di voglie etero – non possono dire altrettanto.

Articolo di Valeriano Elfodiluce [fonte]

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La casa di Wojtyla a una coppia gay

by on feb.24, 2010, under WebNews

Nell’atto di vendita della casa in cui vive oggi il presidente del Collettivo Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali di Madrid, nello spazio riservato al precedente proprietario, c’è un nome illustre: Karol Wojtyla. La curiosa storia è raccontata dal quotidiano online spagnolo 20 Minutos.

Tutto ha inizio nel 1993 quando una anziana signora di 96 anni, molto cattolica, muore lasciando in eredità il suo appartamento madrileno di Calle La Paloma all’uomo per il quale prova più devozione: Papa Giovanni Paolo II. Il lascito viene gestito dalla nunziatura di Madrid. Finché, cinque anni dopo Alberto, un giovane gay che abita con il compagno nell’appartamento al piano di sotto si accorge di una macchia di “umidita” sul soffitto.

Si mette in contatto con il proprietario del piano di sopra e con sua grande sorpresa si trova a parlare con il Nunzio Lajos Kada, il rappresentante del Papa in Spagna. «Lo vuole?», gli chiede dell’appartamento rimasto vuoto il nunzio. In breve viene formalizzato il cambio di proprietario. «Poco importava allora al Vaticano, scrive 20 Minutos, che l’appartamento lasciato al Papa da una devota cristiana diventasse la casa di una coppia il cui comportamento attentava contro la creazione umana, come anni dopo avrebbe detto delle unioni omosessuali il successore di Wojtyla, papa Benedetto XVI».

«La Chiesa non ci vuole, ma fa affari con noi» dice Alberto. Con il passare del tempo, la coppia si separa e Alberto incontra Miguel Angel, giovane militante per i diritti gay. I due nel 2008, tre anni dopo l’entrata in vigore della legge sui matrimoni gay voluta dal premier socialista José Luis Zapatero, contro la dura opposizione della gerarchia cattolica, si sposano ufficialmente nel municipio di Madrid. E Miguel Angel diventa presidente dell’influente collettivo gay- lesbico della capitale. La coppia affida i lavori di restauro dell’appartamento a un piccolo imprenditore polacco. Gli fanno vedere l’atto di vendita. «Ogni volta che leggeva il nome di Karol Wojtyla», ricorda Alberto, «faceva il segno della croce».

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