Tag: Europa
Come lo fanno gli Italiani, Spagnoli, Tedeschi? La guida del sesso ve lo dice
by PaloAltoGay.com on mar.14, 2010, under WebNews
Non che ci possa credere tanto ad una ricerca condotta da una donna, non perche’ non ne abbia le capacita’, ma perche’ sappiamo bene quanto possa essere differente il mondo Gay dal mondo eterosessuale… e’ vero, anche, che nemmeno i Gay fanno piu’ sesso cosi’ “facilmente” come una volta o mi sbaglio io? Intanto leggetevi quest’articolo di Stefano Marucci e poi, e spero che vi vada, lasciate un commento sarebbe bello parlarne assieme.
Durante le crisi economiche i primi tagli ai budget che si fanno sono quelli verso il ‘superfluo’, e fra questo rientra anche la vacanza. Per la giornalista Katy Kelleher, continuare a parlare di crisi economica in termini drammatici deve essere sembrato controproducente per il morale delle sue lettrici e dei suoi lettori, per cui ha voluto cercare di reincentivare il turismo, da un’angolazione stile Sex and the city: una guida alle capacità amatoriali maschili sparsi negli angoli del mondo.
I PRIMATI SECONDO KATY – Cercate un amante che non si stanchi mai? Il Brasile sembra fatto per tutte voi, visto che la media di un rapporto e’ di trenta minuti. Ma per essere sicure di poter far centro, forse la vostra meta è la Grecia dove – tra una manifestazione contro il governo e l’altra o forse proprio per quello – i maschi sono considerati i piu’ arrapati del mondo. Se cercate una storia di una sola notte, forse quello che fa per voi e’ passare un fine settimana a Vienna: in Austria, infatti, i maschietti sono considerati i piu’ promiscui al mondo; di contro sono le donne Neo Zelandesi che meno si preoccupano di legami affettuosi quando entra in gioco una sana e divertente notte di sesso. Per chi cerca esperienze nuove, e’ sempre consigliata la Svezia, il paese con la maggior concentrazione di bisessuali. Ma e’ di nuovo un paese latino a porsi in cima – come media – alle vette dei piaceri di coppia: la Spagna.
I PAESI DA EVITARE – In fondo alle lista appare la Thailandia, perche’ gli uomini li’ dopo 10 minuti si stufano e passano ad altro, e la Germania: i tedeschi avranno anche tanti pregi (non che me ne vengano in mente molti in questo momento) ma vengono considerati i peggiori amanti al mondo. Berlino sara’ pure una bella citta’, ma forse per una single che vuole divertirsi non e’ la destinazione ideale (se non forse per il sesso estremo).
POVERI ITALIANI – Il mito latino si è spostato dal Paese della “dolce vita” alle calienti terre spagnole insomma. Perfino tra i PIGS del sesso, non meritiamo attenzione. Nel 2007, un altro governo e un’altra Italia anche se parliamo di soli tre anni fa, eravamo noi sulla vetta del mondo, e senza dover usare pillole blu o surrogati: un sondaggio condotto su 10.000 donne di 50 nazionalita’ diverse ci aveva dato una soddisfazione perfino maggiore della Coppa del Mondo di calcio dell’anno precedente. Ma si sa, l’italiano si deprime facilmente, e chi non lavora non fa l’amore. Ecco che quindi perdiamo colpi, nonostante le leggende metropolitane sui lettoni di Putin e quelli di Napoleone.
[fonte]
I love you Phillip Morris: in Italia è lo stesso film?
by PaloAltoGay.com on mar.03, 2010, under Cinema, WebNews
La Lucky Red ha deciso di effettuare un’operazione “candeggio” per la locandina italiana del film “I love you Phillip Morris” in uscita il 2 Aprile 2010. Pulito e lindo per il bigotto mercato italiano.
Come spesso accade, il titolo cambia: Colpo di fulmine – il mago della truffa che non si capisce bene in cosa stia la truffa o il colpo di fulmine. Forse per i cani? Non che la locandina straniera fosse piu’ esplicita… o per meglio dire… dipende da quale vi e’ capitata di vedere… si passa da quella italiana (completamente senza nessun riferimento sentimentale) a quelle puramente esplicite con bacio gay.
Di che tratta il film?
Steven Russell (Jim Carrey) è un poliziotto texano sposato e praticante alla ricerca della madre biologica. L’esito della ricerca non è dei più felici ma consente a Steven di scoprire la sua vera natura: è gay. Lasciata la moglie e trasferitosi a Miami dove trova subito un compagno, capisce che il tenore di vita richiesto va al di là delle sue possibilità. La truffa è la soluzione più a portata di mano. Ma la truffa può portare al carcere dove non necessariamente è tutto negativo. Perché è qui che Steven incontra Phillip Morris (Ewan McGregor) che pende dalle sue labbra e del quale lui non può fare a meno.
Jim Carrey ed Ewan McGregor: un’accoppiata per una love story che farebbe gola a qualsiasi produzione, figuriamoci a una che ha alla regia lo sceneggiatore di Babbo bastardo, film che non brillava certo per romanticismo. Glenn Ficarra che firma la regia con John Requa sembra il più in difficoltà del trio.
Si ha come l’impressione che non si voglia scegliere tra la commedia, la storia d’amore e il dramma in un film che ha debuttato al Sundance per poi sbarcare a Cannes alla Quinzaine. I suoi due protagonisti non mostrano invece alcuna difficoltà a calarsi nei ruoli. Se McGregor si cala nei panni del carcerato fulminato dall’amore per il poliedrico Steven, è Carrey a mostrare come un attore, se vuole, possa offrire il meglio di se stesso anche a una produzione minore. È a lui che viene affidato il compito, memore di una prestazione da storia del cinema come quella offerta in Truman Show, di fare da punto di contatto tra due modi di fare ‘cinema fraterno’.
Perché I Love You Phillip Morris è il mix ben riuscito tra il grottesco alla Farrelly e la rivisitazione colta alla Coen.
È indispensabile che il protagonista sappia quando tracimare e quando invece tornare negli argini di un cinema più rigorosamente cinefilo. Carrey ne è perfettamente cosciente. E lo si apprezza.
Ecco la locandina italiana:
E quella presente da altre parti:

Eccovi alcune immagini del film:
La casa di Wojtyla a una coppia gay
by PaloAltoGay.com on feb.24, 2010, under WebNews
Nell’atto di vendita della casa in cui vive oggi il presidente del Collettivo Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali di Madrid, nello spazio riservato al precedente proprietario, c’è un nome illustre: Karol Wojtyla. La curiosa storia è raccontata dal quotidiano online spagnolo 20 Minutos.
Tutto ha inizio nel 1993 quando una anziana signora di 96 anni, molto cattolica, muore lasciando in eredità il suo appartamento madrileno di Calle La Paloma all’uomo per il quale prova più devozione: Papa Giovanni Paolo II. Il lascito viene gestito dalla nunziatura di Madrid. Finché, cinque anni dopo Alberto, un giovane gay che abita con il compagno nell’appartamento al piano di sotto si accorge di una macchia di “umidita” sul soffitto.
Si mette in contatto con il proprietario del piano di sopra e con sua grande sorpresa si trova a parlare con il Nunzio Lajos Kada, il rappresentante del Papa in Spagna. «Lo vuole?», gli chiede dell’appartamento rimasto vuoto il nunzio. In breve viene formalizzato il cambio di proprietario. «Poco importava allora al Vaticano, scrive 20 Minutos, che l’appartamento lasciato al Papa da una devota cristiana diventasse la casa di una coppia il cui comportamento attentava contro la creazione umana, come anni dopo avrebbe detto delle unioni omosessuali il successore di Wojtyla, papa Benedetto XVI».

«La Chiesa non ci vuole, ma fa affari con noi» dice Alberto. Con il passare del tempo, la coppia si separa e Alberto incontra Miguel Angel, giovane militante per i diritti gay. I due nel 2008, tre anni dopo l’entrata in vigore della legge sui matrimoni gay voluta dal premier socialista José Luis Zapatero, contro la dura opposizione della gerarchia cattolica, si sposano ufficialmente nel municipio di Madrid. E Miguel Angel diventa presidente dell’influente collettivo gay- lesbico della capitale. La coppia affida i lavori di restauro dell’appartamento a un piccolo imprenditore polacco. Gli fanno vedere l’atto di vendita. «Ogni volta che leggeva il nome di Karol Wojtyla», ricorda Alberto, «faceva il segno della croce».
L’EU pretende che gli Stati candidati possano assicurare protezione ai gay
by PaloAltoGay.com on feb.20, 2010, under WebNews
Il Parlamento europeo ha deciso che la Croazia, la Macedonia e la Turchia debbano dimostrare di poter offrire “protezione sincera” alle persone gay, prima di poter entrare nell’Unione europea I tre Stati sono stati criticati per i record negativi verso i diritti Lgbt e gli aggiornamenti dati al Parlamento Europeo: per questo è stato ricordato a loro che le protezioni e le leggi anti discriminazioni non sono negoziabili. Per esempio, la Croazia, nel 2009, era stata criticata per il divieto del Zagreb Pride e per il fallimento dell’aumento di leggi antidiscriminatorie.
In Turchia, il codice penale del Paese sollevava preoccupazioni nel “permettere persecuzione sistematica” di gay, bisessuali e transgender, mentre alla Macedonia c’erano dubbi sulla discriminazione verso l’orientamento sessuale e identità di genere. Per questo motivo, Ulrike Lunacek, vice presidente del Parlamento Europeo per i diritti Lgbt, ha dichiarato:
“Sono felice che i nostri rapporti ed emendamenti in merito ai diritti Lgbt della Macedonia e della Croazia siano stati presi in considerazione dal Parlamento europeo. Abbiamo riaffermato le basi contro la discriminazione e preteso che vengano applicate dai paesi candidati all’ingresso”
[fonte]
La Commissione Europea si fa gayfriendly
by PaloAltoGay.com on feb.12, 2010, under WebNews

Esultano le organizzazioni glbt italiane e con loro quelle europee. Da Strasburgo arrivano notizie confortanti sulla nuova Commissione UE che dovrà svolgere importanti compiti di rappresentanza e di linee di condotta per i paesi membri. A presiederla Josè Manuel Barroso, confermato nell’incarico, che resterà in carica fino al 2014. Sarà invece una donna, la lussemburghese Viviane Reding, già Commissaria con Prodi e nella prima Commissione Barroso, a ricoprire la carica di vice presidente e ministro della Giustizia. Ad aiutare la Reding ad essere scelta per le due importanti cariche, oltre alla sua riconosciuta esperienza politica e diplomatica, le sue posizioni assolutamente irrinunciabili e chiare contro le discriminazioni. Ha dichiarato la nuova vice presidente e ministro della Giustizia:
“L’obiettivo di creare uno spazio europeo dei diritti fondamentali coeso e coerente, implica che i tre sistemi di diritti fondamentali di cui dispone l’Unione (Carta dei diritti fondamentali, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e i Diritti fondamentali garantiti dalle costituzioni degli Stati membri) operino insieme con efficacia, si integrino e si corroborino l’un l’altro nell’interesse del singolo […] È inoltre mia intenzione garantire che l’Europa disponga di una strategia politica moderna e coerente che combatta le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”.
Ma la Reding non sarà sola in quel parterre di garanzie che l’Europa si è data, nonostante alcune posizioni di paesi membri, come l’Italia che ha lasciato alla ventura ogni diritto contro le discriminazioni verso gay, lesbiche, transessuali, e altre minoranze. A rafforzare e compiacere le comunità glbt del Vecchio Continente, è l’elezione della britannica Catherine Ashton, 54enne laburista, a super Ministro degli Esteri dell’UE. La nobildonna in patria si era battuta e continua a farlo, per sconfiggere ogni discriminazione verso le persone omosessuali, grande sostenitrice delle associazioni come Stonewall e ferma assertrice dei diritti glbt. Nel 2006 la premiarono come “Politico Gayfriendly dell’anno” proprio quelli di Stonewall, la più battagliera e rappresentativa organizzazione glbt del regno di Sua Maestà.
L’elezione della Reding come quella della baronessa inglese Ashton, è stata salutata dal segretario nazionale di Arcigay, Riccardo Gottardi:
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per queste prese di posizione e auspichiamo un impegno sempre più deciso dell’Unione Europea per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e una reale uguaglianza per tutte le persone omosessuali, bisessuali e transgender europee e per le loro famiglie. Solo se l’Italia riconoscerà quei diritti già garantiti in altri Paesi potrà davvero dire di essere in Europa”.
Probabilmente chi, dopo le elezioni europee che aveva visto il trionfo di molte destre, pensava che i diritti, anche quelli delle minoranze sessuali, potessero essere messe in secondo piano, a favore di scelte autoritarie e discriminanti, dovrà ricredersi. Certo, oggi il ruolo degli organismi europei è più simbolico che non di effettiva responsabilità e di obbligo per tutti gli Stati membri. Ci vorrà del tempo politico e il desiderio di spogliarsi di tutti gli egoismi di patria, ma i compiti della nuova Commissione UE restano importanti per l’avvio di una nuova fase europeista.
Sperando che l’Italia, libera da vincoli clericali e da spocchie personali, si dica Europa anche in termini di difesa e tutela delle persone glbt, cittadini italiani ed europei a pieno titolo.
fonte: queerblog.it
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