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Tag: Mondo

Matrimoni omosessuali nel mondo. Dove si puo’ e dove no

by on mar.29, 2010, under WebNews

Sembravano ore interminabili quelli dell’attesa alla sentenza che dovreva arrivare il 24 MArzo dalla Corte Costituzionale, in base alla richiesta di due dei quattro tribunali a cui si erano rivolti le coppie omosessuali che intendevano contrarre matrimonio civile. Tra le altre decisioni da prendere su complessive dieci questioni di legittimità c’è questa ed è forse la più importante (almeno per noi, visto il silenzio imbarazzante di gran parte dei media) perché sancirebbe un diritto costituzionale di eguaglianza tra persone e diritti. Queste trepidanti ore potrebbero mutarsi in giorni, se qualcuno ipotizza che tutto potrebbe slittare al 12 aprile e vedremo le motivazioni. Appena avremo nuove informazioni in merito vi informeremo. Nell’attesa pensiamo utile darvi il mappamondo completo dei Paesi dove le coppie di fatto gay e lesbiche possono contrarre matrimonio. O giù di lì. Va ricordato che molti Stati si sono dati leggi di tutela per le coppie di fatto con altre forme giuridiche o riconoscendo quel che in Patria non era contemplato.

In Europa sono sei gli Stati che hanno concesso la matrimonialità partendo dalla ciclonica Spagna a governo Zapatero dove dal luglio 2005 gay e lesbiche possono contrarre matrimonio civile. La volontà del governo a non sottrarsi ad altri diritti da concedere ai suoi cittadini lgbtq, ha anche dato la possibilità di adozione: una legge molto restringente, parecchio discussa anche dopo la sua approvazione ma che comunque è parecchio possibilista per le coppie che intendono adottare. Va anche ricordato che restano in vigore altri istituti come quello del registro delle coppie di fatto

A primeggiare su tutti i Paesi Bassi, dove i matrimoni omosessuali sono consentiti dal lontano aprile 2001. Anche lì esistono i registri per le coppie di fatto estesi anche a quelle eterosessuali.

Ancora nel limbo, ma con una determinazione governativa a sancire il diritto al matrimonio per gli omosessuali, il Portogallo l’8 gennaio scorso la legge è stata approvata in prima lettura: Manca la ratifica da parte del Presidente. Ma pare sia cosa fatta e approvata

Dal 30 gennaio 2003 i cittadini omosessuali del Belgio, se lo vogliono, possono accedere al matrimonio. Più libera e più facile è anche l’adozione per le coppie dello stesso sesso ovviamente con i requisiti richiesti dallo Stato.

In Norvegia ci si può sposare dall’11 luglio 2008. Qui come tanti sanno, non è la Chiesa cattolica a imporre la sua religione e i suoi diktat spesso omofobi, ma la Chiesa luterana che è di tutt’altra pasta tanto da aver accettato la celebrazione di matrimoni con coppie dello stesso sesso Quindi i matrimoni celebrati nella Chiesa luterana di Stato hanno anch’essi valore legale a tutti gli effetti.

Lo stesso vale per la Svezia dove i matrimoni sono legali dal maggio dello scorso anno.

Nel continente africano solo il Sudafrica ha legalizzato dal 30 novembre del 2006, matrimonio e adozioni per le coppie dello stesso sesso. In molti altri paesi africani l’omosessualità non solo è proibita, ma perseguitata violentemente come ci dicono tanti rapporti di Amnesty International.

Nelle Americhe a far da apripista sui diritti delle coppie omosessuali, il moderno e affascinante Canada dove i matrimoni omosessuali sono legali dal 20 luglio 2005. In tutto il Canada la comunità lgbt gode di rispetto e di piena comunione con il resto dei cittadini e con le istituzioni. Spesso sono una vera e propria lobby anche in campo finanziario.

Negli Usa al momento, non esiste alcun riconosci9mento a livello federale. All’istituto del matrimonio ci erano arrivati recentemente anche la California e il Maine ma sappiamo come è finita dopo il referendum durante le elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria Obama, un presidente attento ai problemi della comunità lgbt americana. I matrimoni attualmente legali sono permessi nel Massachussetts, Connecticut, Iowa, Vermont e New Hampshire (in questo ultimo stato, dal 1 gennaio 2010).

Grazie alla legge approvata nel dicembre dello scorso anno Parlamento del Distretto Federale di Citta’ del Messico i matrimoni omosessuali possono essere celebrati nella sola area metropolitana di Città del Messico.

Aruba e Antille Olandesi: in quanto territori olandesi sono tenuti a riconoscere i matrimoni omosessuali contratti nei Paesi Bassi, pur vietando di celebrarne sul proprio territorio.

Per quel che riguarda il Medio oriente, in Israele non è possibile contrarre matrimonio gay in patria, ma la Corte Suprema nel 2006 ha stabilito che i matrimoni omosessuali celebrati all’estero sono riconosciuti dallo Stato di Israele.

Questioni di diritti per le oppie di fatto che non si fermano qui; vanno anche pensati altri Stati dove in vece del matrimonio esistono altri istituti di tutela per le coppie omosessuali. Uno fra tutti, il Pacs francese che se non è matrimonio, poco ci manca.

foto: Stefano Bolognini
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FETISH RELIGIOSI, NASCE IL SITO HARD GAY DEI MORMONI

by on mar.27, 2010, under WebNews

Una nuova provocazione dal mondo del porno online. Paul Jackson, noto imprenditore nel settore di siti hard, ha lanciato un nuovo progetto che mira a soddisfare uno dei feticismi più insoliti, l’attrazione per gli uomini di fede. MormonBoyz.com, infatti, ritrae giovani ragazzi mormoni intenti a masturbarsi. Nei vari shooting fotografici, alcuni dei modelli indossano la divisa classica dei rappresentanti mormoni con tanto di cartellino di riconoscimento. L’iniziativa di Jackson si rivolge apertamente ad un pubblico omosessuale e potrebbe infastidire i rappresentanti della religione, dichiaratamente contrari all’unione tra individui dello stesso sesso.

La Chiesa mormone ha contribuito, infatti, al 50% dei finanziamenti necessari alla causa Yes to Prop 8, una campagna che chiedeva a gran voce un emendamento per vietare i matrimoni gay in California. Se i militari americani che hanno posato senza veli per un sito pornografico “a tema” molto simile a quello di Paul Jackson sono stati sospesi dal servizio, è molto probabile che anche i ragazzi di MormonBoyz.com vadano incontro a severi provvedimenti come, ad esempio, la scomunica da parte della Chiesa, che in tutto il mondo conta più di 13 milioni di fedeli. E intanto in rete le battute sul “missionario” si sprecano.

Guarda il sito MormonBoyz.com.

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RAIPERUNANOTTE a difesa della Liverta’ di Stampa

by on mar.25, 2010, under WebNews

Clicca per Ingrandire

Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.

L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.

Per questo la Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana – ha deciso di organizzare “Rai per una notte“, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terra’ Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai – metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Puoi seguore l’evento in diretta. Per informazioni www.raiperunanotte.it

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BOYS LOVE STYLE: LO STILE GAY CHE FA IMPAZZIRE LE RAGAZZINE

by on mar.07, 2010, under Cinema, WebNews

In Italia i manga “Boys Love” (quelli incentrati su relazioni gay e realizzati da autrici donne per un pubblico femminile) vengono pubblicati dall’inizio del duemila, ma stentano ancora ad affermarsi. I motivi sono diversi: dalle scelte editoriali poco azzeccate al clima del nostro paese, passando per il boicottaggio di alcuni circuiti distributivi e al grande errore iniziale di puntare sul pubblico gay. In ogni caso, mentre da noi questo genere è in un momento di stasi, vale la pena ricordare che in diversi paesi occidentali è ancora in piena espansione, mentre in Giappone è diventato un vero e proprio fenomeno di costume che ha abbondantemente travalicato il mondo del fumetto. Non è semplice riassumere la situazione in poche righe, ma può essere interessante notare che nelle grandi città giapponesi iniziano a comparire intere vie dedicate ai Boys Love e ai negozi che commerciano i manga Boys Love e il relativo merchandising (gadget, abbigliamento, DVD e quant’altro), con tanto di cartellonistica riservata alle ultime novità del settore.

Una delle vie più popolari in questo senso è sicuramente la Otome Road (che si trova nel quartiere di Ikebokuro a Tokyo), un vero e proprio paradiso per le appassionate di questi manga e del mondo che ci gira attorno. Probabilmente è molto difficile per chi vive in Italia, dove stentano a nascere anche dei “semplici” quartieri gay, concepire che ci siano delle vie per le ragazze che vanno matte per i prodotti a base di relazioni gay, eppure questa è solo la punta dell’iceberg. Basti pensare che l’estetica Boys Love anima anche un vero e proprio sottogenere della video pornografia gay, con case di produzione specializzate (come la Go Guys Plus e la Coat West) che si rivolgono prettamente al pubblico femminile. Infatti i modelli dei loro video sono dei gay “trasfigurati” per il pubblico femminile e a dir poco inverosimili, esattamente come i protagonisti dei manga da cui traggono spunto. Da notare che non solo questi video ispirano a loro volta manga e fanfiction, ma spesso le case di produzione organizzano incontri con i fans che al 90% sono affollati da ragazze vocianti che trattano i gay performer come qualsiasi idolo delle teenager.

D’altra parte, giusto per restare in tema di idoli delle teenager, vale la pena ricordare che l’estetica Boys Love sta diventando un tormentone anche per la musica pop nipponica, e in particolare per il genere visual kei. A quanto pare uno dei punti di forza dei loro massimi esponenti sono l’aspetto androgino, un look eccessivo e una discreta ambiguità sessuale, che spesso viene accentuata da atteggiamenti decisamente affettuosi – baci compresi – verso persone del proprio sesso (anche nel pieno dei concerti). Questo approccio all’omosessualità (spesso costruito ad arte), nel tempo, si è esteso anche agli esponenti di altri generi musicali, come il jrock e il jpop, diffondendosi in proporzione al successo dell’estetica Boys Love presso le teenager giapponesi. Ultimamente non è raro che gli idol giapponesi di maggior successo giochino su questa cosa, arrivando ad accennare a supposti momenti intimi trascorsi con i loro colleghi e/o rivali, proprio per permettere al loro pubblico di fantasticarci sopra. Più o meno il contrario di quello che succede in Italia, dove tutti i cantanti (e in particolare gli idoli delle teenager) si fanno in quattro per smentire le eventuali voci di omosessualità che circolano su di loro.

D’altra parte i Boys Love, in Giappone, sono diventati anche un vero e proprio filone cinematografico, e come se non bastasse adesso hanno iniziato ad essere prodotti anche dei film incentrati su ragazze appassionate di Boys Love. Da come si può intuire da questa breve carrellata (da cui abbiamo escluso cose “ovvie” come le fiere dedicate, i videogiochi e i cartoni animati a tema), è evidente che i manga a tema gay per ragazze – perlomeno in Giappone – sono una realtà tutt’altro che marginale e in continua evoluzione. Sicuramente il loro scopo non è quello di legittimare la condizione gay, ma è indubbio che – a modo loro – stiano dando un certo contributo allo sdoganamento dell’omosessualità maschile anche nella rigida cultura nipponica, e tutto considerato non è poco.

Articolo di Valeriano Elfodiluce
[fonte]

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Orgia dei visitatori nel Museo: Christoph Buechel scandalizza Vienna

by on feb.25, 2010, under WebNews

Il tabloid Oesterreich pubblica le foto della mostra scandalo di Vienna, dove i visitatori partecipano attivamente alla manifestazione artistica hot.

Le provocazioni degli artisti riescono sempre a dare scandalo, questa volta protagonista della polemica è lo svizzero Christoph Buechel, che ha trasformato il museo di Vienna  in un luogo dove poter fare sesso di gruppo. La Secession di Jugendstil  è la struttura che ospita la mostra hard. Di giorno è un vero e proprio museo, di notte, pagando un biglietto, il cui prezzo oscilla dai 6 ai 42 euro, si può entrare nello scantinato della struttura, trasformato per l’occasione in un vero e proprio tempio del sesso.

I visitatori infatti sono invitati a partecipare attivamente all’evento artistico hard e, per essere ammessi, è sufficiente aver raggiunto la maggiore età. L’esposizione, costata 90 mila euro, era stata autorizzata dalle autorità locali, perché presentata come un semplice “progetto d’arte”. Dopo l’inaugurazione però la verità è venuta alla luce e, nonostante le polemiche, l’iniziativa dell’artista svizzero sta riscuotendo moltissimo successo, tanto che per entrare nella struttura, che ospita l’evento hard, bisogna fare lunghissime file.

Per dare vita alla mostra hot, Christoph Buechel ha collaborato con l’ “Associazione dei nottambuli in cerca di contatti”, che ha deciso di trasferire il proprio club nel museo per incontri decisamente piccanti. E i protagonisti dell’avvenimento a luci rosse hanno deciso di non farsi mancare assolutamente nulla:  dalla camera sadomaso, alla sedia ginecologica, per finire ai materassini per terra. Ovviamente il tutto è stato condito da persone quasi nude che si leccano a vicenda, in coppia, a tre o in mucchio per la gioia dell’artista svizzero.

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