PaloAltoGay.com

Tag: Movimento

Sì ai matrimoni gay in 10 paesi nel mondo L’Italia, con la Grecia, un’eccezione in Europa

by on ago.06, 2010, under WebNews

Dopo la sentenza che in California ha definito incostituzionale vietare le nozze fra omosessuali, un viaggio fra i paesi (10) in cui sono riconosciute e in quelli (17) che riconoscono pari diritti a tutte le coppie o ne concedono alcuni alle unioni civili, anche gay e lesbiche. I primi sono stati i Paesi Bassi, nel 2001. Il nostro paese non ha alcuna legge di tutela.

L’ULTIMA è stata l’Argentina. Con la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, con il pieno sostegno della presidente, Cristina Kirchner, è diventata il primo Paese dell’America Latina a riconoscere questo diritto. Il decimo al mondo. Ed è di questi giorni la notizia che la Corte Suprema del Messico ha detto sì alle nozze fra persone dello stesso sesso, votando a favore della legge che da sei mesi le consente solo a Città del Messico e respingendo il ricorso della Procura secondo cui la norma viola il principio che costituzionalmente protegge la famiglia. Città del Messico era stata la prima città dell’America Latina ad aver approvato il matrimonio gay, nel dicembre del 2009. Lo stesso parlamento aveva già ammesso le unioni civili nel 2006. A questi, rileva Arcigay, se ne devono aggiungere altri 17 che riconoscono pari diritti a tutte le coppie o, in alternativa, concedono alcuni diritti alle unioni civili, anche gay e lesbiche. A livello globale, Asia e Africa sono i continenti in assoluto più indietro dal punto di vista dei diritti delle persone Glbt. Basti pensare che solo in Africa, in 38 Stati su 53 l’omosessualità è punita dalla legge e, spesso, si può finire in galera anche solo per essere sospettati di aver avuto una relazione di questo tipo.

Sono stati i Paesi Bassi, nell’aprile del 2001, i primi a permettere il matrimonio tra omosessuali, riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali. Con 107 voti a favore e 33 contrari, il Parlamento eliminò ogni forma di discriminazione esistente in materia. La legge richiede oggi che, per sposarsi, almeno una delle due persone sia un cittadino olandese o risieda nei Paesi Bassi. Il 30 gennaio del 2003 è toccato al Belgio, che ha licenziato una legge con una larga maggioranza parlamentare. In Spagna il matrimonio tra omosessuali è divenuto realtà dal 2005 e c’è anche la possibilità di adottare bambini (accanto al matrimonio, continuano ad esistere le leggi e i registri delle coppie di fatto). In Svezia, così come avviene in Norvegia, i gay si possono anche sposare in chiesa, dopo il sì alla legge del Parlamento all’inizio del 2009. Dal novembre dello stesso anno, la chiesa luterana svedese si è infatti detta pronta a celebrare le unioni davanti all’altare, nonostante al suo interno si fossero levate voci contrarie alla decisione. Il Canada ha legalizzato questi matrimoni nel luglio 2005, aprendo le porte anche a cittadini residenti all’estero (il 10 agosto, toccherà a due cittadini italiani di Milano e Torino convolare a nozze).

In Portogallo, l’ok ai matrimoni arriva lo scorso mese di maggio, con la firma del presidente portoghese Anibal Cavaco Silva, cattolico praticante. A differenza di quanto avviene in Spagna, in questo Paese non sono ancora consentite le adozioni. In Islanda, la legge che consente di celebrare matrimoni omosessuali è stata inaugurata, lo scorso mese di giugno, dalla premier Johanna Sigurdardottir, che ha voluto sposare la sua compagna storica, Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002. Il Sudafrica è l’unico stato africano ad aver legalizzato dal novembre 2006 le unioni civili tra omosessuali. La cerimonia religiosa è opzionale, anche se le diverse Chiese possono rifiutarsi di celebrare queste unioni, mentre il rito civile è aperto a tutti. Qui le coppie gay possono adottare già dal 2002.

Oltre a questi dieci Paesi, ricorda Arcigay, ve ne sono altri 17 che riconoscono pari (o alcuni) diritti alle coppie, indipendentemente dal loro sesso. Si tratta di Austria (unioni civili dal gennaio 2010), Francia (i Pacs sono stati adottati nel 1999, per omosessuali ed eterosessuali), Danimarca (primo Paese al mondo ad autorizzare, nel 1989, il matrimonio civile o partenariato registrato tra omosessuali), Regno Unito (dal 2005, il “partenariato civile” tutela anche le coppie gay), Lussemburgo (in vigore dal 2004 la partnership registrata), Germania (qui è in vigore un “contratto di vita comune”), Svizzera (“partenariato registrato” dal 2005, esclusa l’adozione), Slovenia (una legge garantisce alle unioni civili diritti limitati nel campo delle relazioni di proprietà e dell’eredità), Ungheria (dal febbraio 2010 è possibile per le coppie omosessuali stipulare unioni civili, parificate a quelle eterosessuali), Repubblica Ceca, Finlandia, Andorra, Croazia (una legge adottata nel 2003 garantisce “reciproco sostegno” e diritto all’eredità), Irlanda (a luglio, il presidente irlandese Mary McAleese ha ratificato una legge, già approvata dal Parlamento, che istituisce le unioni civili), Colombia, Nuova Zelanda (la legge garantisce dal 2004 alle coppie omosessuali gli stessi diritti di quelle etero), Uruguay (il 17 aprile 2008 è stata celebrata la prima unione gay nell’aula di un tribunale di Montevideo).

Negli Stati Uniti la situazione, come dimostra anche la sentenza del giudice distrettuale in California, è soggetta a continui cambiamenti, su una materia oggetto di scontri molto accesi tra conservatori e chi, invece, è a favore delle unioni gay. In tutto, sono cinque gli Stati a riconoscere i matrimoni gay, oltre ad un distretto federale: Massachusetts (dal 2003, con un provvedimento della Corte Suprema che ha dichiarato discriminatorio, perciò incostituzionale ed illegale, escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio), Connecticut (stessa decisione della Corte Suprema, nel 2008), Iowa (la Corte Suprema afferma all’unanimità l’esigenza costituzionale di riconoscere questo tipo di unione), Vermont (dal settembre 2009), New Hampshire (dal gennaio 2010), Washington D. C. (legge firmata nel dicembre del 2009, primi matrimoni celebrati nel marzo del 2010). Il matrimonio viene anche riconosciuto da una tribù di indiani dell’Oregon. Infine, da citare anche il Brasile, dove le unioni tra persone dello stesso sesso sono riconosciute dal 2004.

L’Italia, come è noto, non ha alcuna legge di tutela per le unioni gay. “Siamo, insieme alla Grecia, l’unica nazione a non riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso e rappresentiamo un’eccezione in Europa e tra i paesi avanzati”, osserva il presidente di Arcigay, Paolo Patanè. “La discriminazione che impedisce alle coppie omosessuali di accedere all’istituto del matrimonio – conclude – è tanto inaccettabile quanto assurda per uno stato di diritto che ha tra i suoi valori fondati l’uguaglianza e la libertà dei suoi cittadini. La Corte Costituzionale italiana ha recentemente affermato lo stesso concetto, impegnando il parlamento ad affrontare e risolvere le discriminazioni che affliggono le omosessuali”.

Articolo di: Marco Pasqua [fonte]

Leave a Comment :, , , , , , more...

PISA, Il Sindaco issa la bandiera gay sul Ponte di Mezzo

by on giu.25, 2010, under WebNews

In occasione del 28 giugno, giorno dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco Filippeschi presenterà la campagna del comune contro l’omofobia e isserà la bandiera gay sul Ponte di Mezzo.

Lunedì 28 giugno, in occasione della giornata dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi presenterà alla cittadinanza una campagna contro l’odio omofobico. Inoltre, il Sindaco compirà un ulteriore gesto simbolico di forte impatto per la comunità lgbt della città. La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento gay, sarà issata dal Sindaco stesso sul pennone del Ponte di Mezzo, simbolo laico della città, che normalmente è riservato alla bandiera comunale con la classica croce pomata.

Il 28 giugno è celebrato in tutto il mondo come il giorno dell’orgoglio omosessuale. Il 28 giugno 1969, infatti, iniziarono e andarono avanti per cinque giorni i cosiddetti moti di Stonewall a New York: otto agenti di polizia compirono l’ennesimo raid dentro lo Stonewall Inn, un bar gay molto frequentato di New York, al quale la clientela decise di ribellarsi. Da allora, ogni anno, il 28 giugno ha assunto il significato di rivolta contro i soprusi, le ingiustizie e le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche, bisessuali e trans.

Vieni anche tu alla cerimonia della bandiera gay, la prima del genere in Italia, per essere parte di questo importante evento. Ti aspettiamo sul Ponte di Mezzo lunedì 28 giugno alle ore 12:00.

***

Che sia solo una trovata del Sindaco per aumentare i suoi consensi o no non possiamo certo saperlo, ma è comunque un’iniziativa interessante ed avanti in un Paese sempre più bigotto come è l’Italia.

2 Comments :, , , , , , more...

Svolta ISTAT: “conteremo anche le coppie gay”

by on apr.03, 2010, under WebNews

Dopo l’appello che Gay.it e la “promozione” fatta da tutti i siti di Gay-News come il nostro, l’ISTAT apre alle coppie gay. Nelle schede che verranno distribuite per il Censimento della popolazione ci sarà anche la possibilità di dichiararsi conviventi omosessuali.
Le coppie gay entrano nel Censimento 2011. Per la prima volta, nelle schede che verranno distribuite a tutti gli italiani, si avrà la possibilità di dichiararsi “convivente omosessuale” barrando l’apposita casella e, di conseguenza, compilare un solo questionario per due persone, proprio come fanno i conviventi eterosessuali. La decisione dell’Istat segue l’appello lanciato da Gay.it e al quale hanno aderito circa 4600 lettori ed è stata annunciata alle associazoni gay che avevano chiesto al Presidente Enrico Giovannini di essere convocate.

Il requisito minimo di cui devono essere in possesso le due persone per poter essere considerate una coppia è uno solo: abitare sotto lo stesso tetto. Sono quindi esclusi i single – gay, lesbiche -, le coppie non conviventi, e quelle transessuali che però verranno conteggiate a seconda del sesso di nascita (se la transizione non è ancora completata) o di quello di transizione (quindi solo se la riattibuzione del sesso è già terminata).

«È un grande passo in avanti – dice Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay – Per la prima volta si prende atto dell’esistenza di rapporti affettivi fra persone dello stesso sesso e addirittura delle famiglie gay con figli». Gli aspetti pratici della decisione dell’Istat sono molteplici. Basti pensare che i dati del questionario andranno ad aggiornare quelli in possesso degli uffici Anagrafe dei comuni di residenza, rendendo più ponderate per i sindaci eventuali iniziative politiche a favore delle convivenze, anche omosessuali (ad esempio, le graduatorie per l’accesso all’edilizia popolare o, per chi ha figli, l’accesso agli asili nido).

«Siamo rimasti molto soddisfatti dall’incontro con l’Istat – continua Patanè – Il presidente Giovannini si è dismotrato da subito molto disponibile a ricevere le nostre istanze e le associazioni gay sono state definite “portatrici di interesse” riconoscendo così il nostro ruolo di rappresentanza della comunità lgbt italiana».

«Prevedere un’apposita casella per potersi dichiarare convivente omosessuale è una grande apertura alla società da parte dell’Istat», dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it. «Sopra la scheda, e quindi nelle mani di tutti gli italiani, ci sarà un vero e proprio messaggio culturale: le famiglie gay sono uguali a quelle eterosessuali. Adesso tocca alle coppie gay dichiarare con orgoglio la propria convivenza».

Gay.it aveva lanciato l’appello “Contaci!” nel quale chiedeva al presidente dell’Istat di prevedere la possibilità per le coppie gay di dichiararsi tali nei questionari che saranno distribuiti in occasione del Censimento generale della popolazione italiana 2011. I parlamentari radicali avevano annunciato anche un’interrogazione urgente a prima firma on.Maurizio Turco nella quale si sottolineava l’importanza di accettare «la sfida di governare la realtà cercando di conoscerla, impostando le politiche sulla base dei dati disponibili invece delle opinioni precostituite».

La decisione dell’Istituto di Statistica è arrivata dopo che le associazioni gay avevano chiesto e ottenuto un incontro con il Presidente dell’Istat al quale erano presenti Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, AGEDO, Rete Lenford, MIT – Movimento Identità Transessuale, Associazione Trans Genere, Certi Diritti, Gaylib, Mario Mieli, Di’Gay Project, I-Ken Onlus.

Su questo argomento si sono aperte molte discussioni, e PaloAltoGay.com ha ricevuto, dopo la pubblicazione della notizia, moltissime e-mail di protesta e non. I Gay vogliono sempre maggior potere e visibilita’ in un ambiente, quello italiano, sempre piu’ chiuso e preoccupante. Ora sorge il quesito se questo censimento non voglia essere uno strumento per “auto-punirsi”.

In tanti pensano che con quella semplice croce le nostre vite, non solo verranno schedate, ma potranno essere bersaglio di problemi sociali, sopratutto per quelle persone che lavorano in settori pubblici dove i Gay non sono certo visti bene…

PaloAltoGay.com ha riportato quella che era una notizia di interesse per la comunita’ GLBT (Gay Lesbiche Bisessuale e Trangender) ed ora non lancia un contro-appello, ma ritiene di dare il suo parere a questa decisione dell’ISTAT un po’ troppo rapida… perche’ la domanda finale e’: come verranno gestiti e usati questi dati?

Voi che ne pensate?

Leave a Comment :, , , , , more...

Matrimoni omosessuali nel mondo. Dove si puo’ e dove no

by on mar.29, 2010, under WebNews

Sembravano ore interminabili quelli dell’attesa alla sentenza che dovreva arrivare il 24 MArzo dalla Corte Costituzionale, in base alla richiesta di due dei quattro tribunali a cui si erano rivolti le coppie omosessuali che intendevano contrarre matrimonio civile. Tra le altre decisioni da prendere su complessive dieci questioni di legittimità c’è questa ed è forse la più importante (almeno per noi, visto il silenzio imbarazzante di gran parte dei media) perché sancirebbe un diritto costituzionale di eguaglianza tra persone e diritti. Queste trepidanti ore potrebbero mutarsi in giorni, se qualcuno ipotizza che tutto potrebbe slittare al 12 aprile e vedremo le motivazioni. Appena avremo nuove informazioni in merito vi informeremo. Nell’attesa pensiamo utile darvi il mappamondo completo dei Paesi dove le coppie di fatto gay e lesbiche possono contrarre matrimonio. O giù di lì. Va ricordato che molti Stati si sono dati leggi di tutela per le coppie di fatto con altre forme giuridiche o riconoscendo quel che in Patria non era contemplato.

In Europa sono sei gli Stati che hanno concesso la matrimonialità partendo dalla ciclonica Spagna a governo Zapatero dove dal luglio 2005 gay e lesbiche possono contrarre matrimonio civile. La volontà del governo a non sottrarsi ad altri diritti da concedere ai suoi cittadini lgbtq, ha anche dato la possibilità di adozione: una legge molto restringente, parecchio discussa anche dopo la sua approvazione ma che comunque è parecchio possibilista per le coppie che intendono adottare. Va anche ricordato che restano in vigore altri istituti come quello del registro delle coppie di fatto

A primeggiare su tutti i Paesi Bassi, dove i matrimoni omosessuali sono consentiti dal lontano aprile 2001. Anche lì esistono i registri per le coppie di fatto estesi anche a quelle eterosessuali.

Ancora nel limbo, ma con una determinazione governativa a sancire il diritto al matrimonio per gli omosessuali, il Portogallo l’8 gennaio scorso la legge è stata approvata in prima lettura: Manca la ratifica da parte del Presidente. Ma pare sia cosa fatta e approvata

Dal 30 gennaio 2003 i cittadini omosessuali del Belgio, se lo vogliono, possono accedere al matrimonio. Più libera e più facile è anche l’adozione per le coppie dello stesso sesso ovviamente con i requisiti richiesti dallo Stato.

In Norvegia ci si può sposare dall’11 luglio 2008. Qui come tanti sanno, non è la Chiesa cattolica a imporre la sua religione e i suoi diktat spesso omofobi, ma la Chiesa luterana che è di tutt’altra pasta tanto da aver accettato la celebrazione di matrimoni con coppie dello stesso sesso Quindi i matrimoni celebrati nella Chiesa luterana di Stato hanno anch’essi valore legale a tutti gli effetti.

Lo stesso vale per la Svezia dove i matrimoni sono legali dal maggio dello scorso anno.

Nel continente africano solo il Sudafrica ha legalizzato dal 30 novembre del 2006, matrimonio e adozioni per le coppie dello stesso sesso. In molti altri paesi africani l’omosessualità non solo è proibita, ma perseguitata violentemente come ci dicono tanti rapporti di Amnesty International.

Nelle Americhe a far da apripista sui diritti delle coppie omosessuali, il moderno e affascinante Canada dove i matrimoni omosessuali sono legali dal 20 luglio 2005. In tutto il Canada la comunità lgbt gode di rispetto e di piena comunione con il resto dei cittadini e con le istituzioni. Spesso sono una vera e propria lobby anche in campo finanziario.

Negli Usa al momento, non esiste alcun riconosci9mento a livello federale. All’istituto del matrimonio ci erano arrivati recentemente anche la California e il Maine ma sappiamo come è finita dopo il referendum durante le elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria Obama, un presidente attento ai problemi della comunità lgbt americana. I matrimoni attualmente legali sono permessi nel Massachussetts, Connecticut, Iowa, Vermont e New Hampshire (in questo ultimo stato, dal 1 gennaio 2010).

Grazie alla legge approvata nel dicembre dello scorso anno Parlamento del Distretto Federale di Citta’ del Messico i matrimoni omosessuali possono essere celebrati nella sola area metropolitana di Città del Messico.

Aruba e Antille Olandesi: in quanto territori olandesi sono tenuti a riconoscere i matrimoni omosessuali contratti nei Paesi Bassi, pur vietando di celebrarne sul proprio territorio.

Per quel che riguarda il Medio oriente, in Israele non è possibile contrarre matrimonio gay in patria, ma la Corte Suprema nel 2006 ha stabilito che i matrimoni omosessuali celebrati all’estero sono riconosciuti dallo Stato di Israele.

Questioni di diritti per le oppie di fatto che non si fermano qui; vanno anche pensati altri Stati dove in vece del matrimonio esistono altri istituti di tutela per le coppie omosessuali. Uno fra tutti, il Pacs francese che se non è matrimonio, poco ci manca.

foto: Stefano Bolognini
fonte

Leave a Comment :, , , , , , more...

Calcio @ San Valentino: nessuno sconto alle coppie gay

by on feb.24, 2010, under WebNews

Per la recente festa di San Valentino la Roma (intesa come squadra di calcio) aveva promosso l’iniziativa del biglietto di coppia: i tifosi fidanzati potevano andare a vedere la partita con uno sconto del 36%. Il regolamento parlava chiaro: non c’era bisogno di alcun certificato che attestasse lo stato di “coppia”, quindi, a rigor di logica, anche le coppie gay potevano usufruire dello sconto. Nella realtà, non è stato così.

Nella puntata de Le Iene (che andrà in onda oggi, 24 febbraio su Italia1) ci sarà un servizio che mostrerà come le coppie glbt non erano ammesse, dal momento che il coupon indicava chiaramente una parte “per lui” e una “per lei”. Claudio Ranieri, commissario tecnico della Roma, si è detto dispiaciuto per quel che è accaduto e ha promesso alla Iena Filippo Roma che l’anno prossimo si correrà ai ripari.

Risposta di circostanza? Effettivamente non avevano pensato che anche ai gay può piacere il calcio? Credo che sia normale che una squadra di calcio si trovi impreparata dinanzi ad una coppia omosessuale. Però mi sembra anche interessante notare che è stato risposto che ci si adeguerà per il prossimo anno. Non stiamo certo a strapparci i vestiti per il calcio, ovviamente, però, una volta tanto, è un gol a nostro favore, in un campo in cui la mentalità machista regna sovrana.

Piccola nota di colore: quando Filippo Roma ha tentato di baciare Claudio Ranieri è stato allontanato dal ct al grido di “vade retro Satana”! Non si può avere tutto: piano piano…

[fonte]

Leave a Comment :, more...

Cerca nel sito

Usa il form qui sotto per cercare nel sito:

Se non trovi quello che cerchi, contattaci attraverso un commento in un post o inviaci un'e-mail! Ci prenderemo cura di te!

Nostri Partners

Qualche sito che ti consigliamo...

  • FactoryStream
  • Pig Italia
  • ShowTime