Tag: Movimento
La Commissione Europea si fa gayfriendly
by PaloAltoGay.com on feb.12, 2010, under WebNews

Esultano le organizzazioni glbt italiane e con loro quelle europee. Da Strasburgo arrivano notizie confortanti sulla nuova Commissione UE che dovrà svolgere importanti compiti di rappresentanza e di linee di condotta per i paesi membri. A presiederla Josè Manuel Barroso, confermato nell’incarico, che resterà in carica fino al 2014. Sarà invece una donna, la lussemburghese Viviane Reding, già Commissaria con Prodi e nella prima Commissione Barroso, a ricoprire la carica di vice presidente e ministro della Giustizia. Ad aiutare la Reding ad essere scelta per le due importanti cariche, oltre alla sua riconosciuta esperienza politica e diplomatica, le sue posizioni assolutamente irrinunciabili e chiare contro le discriminazioni. Ha dichiarato la nuova vice presidente e ministro della Giustizia:
“L’obiettivo di creare uno spazio europeo dei diritti fondamentali coeso e coerente, implica che i tre sistemi di diritti fondamentali di cui dispone l’Unione (Carta dei diritti fondamentali, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e i Diritti fondamentali garantiti dalle costituzioni degli Stati membri) operino insieme con efficacia, si integrino e si corroborino l’un l’altro nell’interesse del singolo […] È inoltre mia intenzione garantire che l’Europa disponga di una strategia politica moderna e coerente che combatta le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”.
Ma la Reding non sarà sola in quel parterre di garanzie che l’Europa si è data, nonostante alcune posizioni di paesi membri, come l’Italia che ha lasciato alla ventura ogni diritto contro le discriminazioni verso gay, lesbiche, transessuali, e altre minoranze. A rafforzare e compiacere le comunità glbt del Vecchio Continente, è l’elezione della britannica Catherine Ashton, 54enne laburista, a super Ministro degli Esteri dell’UE. La nobildonna in patria si era battuta e continua a farlo, per sconfiggere ogni discriminazione verso le persone omosessuali, grande sostenitrice delle associazioni come Stonewall e ferma assertrice dei diritti glbt. Nel 2006 la premiarono come “Politico Gayfriendly dell’anno” proprio quelli di Stonewall, la più battagliera e rappresentativa organizzazione glbt del regno di Sua Maestà.
L’elezione della Reding come quella della baronessa inglese Ashton, è stata salutata dal segretario nazionale di Arcigay, Riccardo Gottardi:
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per queste prese di posizione e auspichiamo un impegno sempre più deciso dell’Unione Europea per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e una reale uguaglianza per tutte le persone omosessuali, bisessuali e transgender europee e per le loro famiglie. Solo se l’Italia riconoscerà quei diritti già garantiti in altri Paesi potrà davvero dire di essere in Europa”.
Probabilmente chi, dopo le elezioni europee che aveva visto il trionfo di molte destre, pensava che i diritti, anche quelli delle minoranze sessuali, potessero essere messe in secondo piano, a favore di scelte autoritarie e discriminanti, dovrà ricredersi. Certo, oggi il ruolo degli organismi europei è più simbolico che non di effettiva responsabilità e di obbligo per tutti gli Stati membri. Ci vorrà del tempo politico e il desiderio di spogliarsi di tutti gli egoismi di patria, ma i compiti della nuova Commissione UE restano importanti per l’avvio di una nuova fase europeista.
Sperando che l’Italia, libera da vincoli clericali e da spocchie personali, si dica Europa anche in termini di difesa e tutela delle persone glbt, cittadini italiani ed europei a pieno titolo.
fonte: queerblog.it
Difficile e senza poteri la vita dei Gay in Italia.
by PaloAltoGay.com on feb.11, 2010, under WebNews
Come vivono gli omosessuali italiani? Quali sono le loro aspirazioni, i loro sogni rivolti non solo al privato ma particolarmente verso la politica e le sue rappresentanze? Sogni, aspirazioni, desiderio di non essere più trattati da cittadini di serie B; uomini e donne che nella loro condizione sessuale si sentono sempre più spesso emarginati, impauriti da un clima ostile verso di loro, in famiglia come nel lavoro e nella società. La crisi economica va di pari passo con la crisi delle libertà individuali. Così Sette, il magazine del Corriere della Sera si è chiesto come è la vita degli omosessuali in questa Italia e ha dato voce ad alcuni protagonisti di queste esistenze difficili, con un interessante reportage che verrà pubblicato oggi.
Il servizio racconta gli amori, le paure, le battaglie ancora da vincere in questo Paese assetato di nuove legalità che riguardano le coppie di fatto e i singoli cittadini che amano altri cittadini dello stesso sesso. I problemi di visibilità e accettazioni, sono trasversali: toccano il mondo dello sport dove un’allenatrice viene diffidata dal dichiarare l’amore “proibito” per una sua compagna; un manager che può assistere il suo compagno malato grave grazie alla comprensione dei medici, ma potrebbe essere messo alla porta senza spiegazione alcuna. E ci sono coloro, tanti per fortuna, che spendono parecchio tempo della loro esistenza per dare dignità alla loro e altrui vita.
Sette, parla poi con alcuni protagonisti omosessuali come Alessandro Cecchi Paone, Angelo Pezzana storico fondatore del Fuori, e la deputata Pd Anna Paola Concia. Qualche tempo addietro Libero pubblicò un articolo mettendo il fila una serie di nomi importanti che farebbero il “Gay Power” italico. Ci finirono dentro anche chi delle battaglie glbt ne fa a meno, probabilmente, grazie ad una vita agiata tale da potersi concedere il disinteresse su tutta la linea. Il fantomatico “Potere Gay” o “lobbygay” venne anche gridato insensatamente quando Rocco Buttiglione fu bocciato come commissario europeo a causa di certe sue dichiarazioni che poco coincidevano con le idee liberali e libertarie dell’Europa che poco comprendeva forme di discriminazioni da parte di paesi membri. Ma ahinoi, in Italia non esiste una lobby gay. Magari!
Ne è convinto anche Alessandro Cecchi Paone che a Sette dichiara:
“Non parliamo di potere gay: in Italia non esiste. Siamo l’unico Paese del mondo libero, civile, democratico, in cui i gay hanno ancora problemi di visibilità”.
Del resto siamo un paese dalle contraddizioni visibili dove un ministro come Ignazio La Russa apre ai gay in divisa, avvertendo però che nessuno si azzardi a presentarsi ad un Gay Pride con le stellette. Siamo il Paese che si dice avverso al riconoscimento legislativo delle coppie di fatto e gli stessi contrari agiscono in una continua ed esaltante ipocrisia.
“Il nostro è diventato un paese se possibile più omofobo negli ultimi anni. Purtroppo c’è un tasso impressionante di omofobia interiorizzata. Non è necessario essere militanti. La mia battaglia sul piano culturale è quella per la normalità degli omosessuali”
afferma, poi, Anna Paola Concia, per spiegare quanto lavoro importante c’è ancora da svolgere.
Probabilmente è una semplice casualità, ma il servizio viene pubblicato proprio alla vigilia del Congresso Nazionale di Arcigay. Un caso che comunque potrà dare qualche spunto di discussione in quel di Perugia.
fonte: queerblog.it
Cerca nel sito
Usa il form qui sotto per cercare nel sito:
Se non trovi quello che cerchi, contattaci attraverso un commento in un post o inviaci un'e-mail! Ci prenderemo cura di te!
Altri articoli
Tutti i post, mese per mese...


