Tag: Omofobia
Sei gay? In Repubblica Ceca ti misurano il pene per scoprirlo
by PaloAltoGay.com on dic.10, 2010, under WebNews
Si chiama “‘Test fallometrico” il metodo per ” individuare” gli omosessuali che fanno richiesta di rifugiarsi nel paese dell’Est europeo. Una tecnica chiaramente discriminatoria che ha causato dure critiche dall’UE
In molte parti del mondo essere gay è quasi – e talvolta senza il quasi – un reato se non un crimine. Molti, pertanto, sono costretti a rifugiarsi all’estero e sulla domanda d’asilosono costretti a denunciare il loro “stato”, pur di vedersela accordare. Già, ma quanto sei gay? lo sei veramente oppure fingi, al solo fine di ottenere il visto? Sembra sia questa domanda che le autorità della Repubblica Ceca si sono fatte prima di introdurre un’analisi “scientifica” (tra qualche milione di virgolette) che esamina il “candidato”, al fine di accertare se quanto affermato nella denuncia per richiedere l’asilo a quelle latitudini, corrisponde al vero. Una pratica chiaramente discriminatoria che forse serve a coprire un egualmente becero razzismo, più o meno, latente.
BENVENUTO IN REPUBBLICA CECA, LO TIRI FUORI - L’Unione europea e l’Agenzia per i diritti umani hanno criticato aspramente le autorità ceche per l’utilizzo di un metodo controverso per verificare se i richiedenti asilo per omosessualità sono veramente gay. L’Agenzia dei diritti fondamentali ha dichiarato che la Repubblica Ceca è l’unico paese dell’Unione europea che sta utilizzando un test fondato “sull’eccitazione sessuale”. In poche parole, ti fanno visionare un filmetto a luci rosse e a seconda di come reagisce il “Walter” all’input, i candidati verranno schedati e potranno ricevere o meno l’asilo. In caso contrario beh… bisogna mettersi l’animo in pace. Praga la vedranno solo in cartolina, oppure in qualche filmetto porno dedicato proprio alla capitale ceca da Rocco Siffredi!
SEMBRA UNA BARZELLETTA DI BERLUSCONI - L’analisi scientifica prevede infatti che i richiedenti asilo per omosessualità vengano collegati ad una macchina che monitora il flusso di sangue al pene, questo mentre visionano direttamente film porno. Un sistema, pare, molto empirico e della cui scientificità ci permettiamo di dubitare. Infatti, la discriminate è “l’eccitazione“. Il Walter s’ingrossa? Male, perché l’asilo verrà irrimediabilmente negato. Un gay, secondo le geniali autorità ceche… non può eccitarsi ala visione di film porno “etero”. L’agenzia ha specificato in un rapporto “che la prova è a dir poco dubbia e giunge a conclusioni non sufficientemente chiare”. E non solo. L’agenzia ha anche affermato che la pratica può violare la “Convenzione europea dei diritti dell’uomo, poiché questa tocca procedure basate su una parte intima della vita privata di un individuo”. Il ministero dell’Interno ceco (verrebbe da dire in ogni senso) ha reagito con rabbia alle affermazioni, dicendo che le “prove fallometriche” sono state utilizzate in meno di 10 casi di asilo. Le prove sono state sempre condotte sotto la supervisione di esperti, ed è stato sempre richiesto ed ottenuto il pieno consenso scritto da parte del richiedente l’asilo. Il primo caso è venuto alla luce dopo che un tribunale tedesco ha rifiutato di espellere un richiedente asilo iraniano. Questi aveva detto che sarebbe voluto andare in Repubblica Ceca ma che in quel paese si applica ancora questo “metodo scientifico” discriminatorio. Il commissario ceco per i diritti umani, nel frattempo, ha descritto le prove fallometriche come “poco dignitoso”.
Fonte | giornalettismo.com
Padova, no alloggi a coppie gay Il Comune: “Solo a chi ha progetti di vita”
by PaloAltoGay.com on ago.07, 2010, under WebNews
Nei primi mesi del 2011 l’amministrazione della città veneta varerà il nuovo piano per gli alloggi destinati alle giovani coppie. Che però non potranno essere composte da persone dello stesso sesso. “Per evitare che due estranei possano dividersi un alloggio a prezzo politico”
PADOVA – Nei primi mesi del 2011 il Comune di Padova varerà il nuovo piano per gli alloggi destinati alle giovani coppie che non potranno però essere composte da persone dello stesso sesso.
Il progetto dell’amministrazione patavina, che pure accetta i matrimoni omosessuali all’interno del palazzo comunale, prevede che nella nuova graduatoria per la decina di appartamenti individuati possano entrare, coppie sposate o conviventi ma di sesso diverso.
Nelle intenzioni dei promotori, l’iniziativa dovrebbe frenare la fuga delle nuove famiglie “spaventate” dal caro affitti della città. “Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita – dice l’assessore Giovanni Battista Di Masi – sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico”.
[fonte]
PISA, Il Sindaco issa la bandiera gay sul Ponte di Mezzo
by PaloAltoGay.com on giu.25, 2010, under WebNews

In occasione del 28 giugno, giorno dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco Filippeschi presenterà la campagna del comune contro l’omofobia e isserà la bandiera gay sul Ponte di Mezzo.
Lunedì 28 giugno, in occasione della giornata dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi presenterà alla cittadinanza una campagna contro l’odio omofobico. Inoltre, il Sindaco compirà un ulteriore gesto simbolico di forte impatto per la comunità lgbt della città. La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento gay, sarà issata dal Sindaco stesso sul pennone del Ponte di Mezzo, simbolo laico della città, che normalmente è riservato alla bandiera comunale con la classica croce pomata.
Il 28 giugno è celebrato in tutto il mondo come il giorno dell’orgoglio omosessuale. Il 28 giugno 1969, infatti, iniziarono e andarono avanti per cinque giorni i cosiddetti moti di Stonewall a New York: otto agenti di polizia compirono l’ennesimo raid dentro lo Stonewall Inn, un bar gay molto frequentato di New York, al quale la clientela decise di ribellarsi. Da allora, ogni anno, il 28 giugno ha assunto il significato di rivolta contro i soprusi, le ingiustizie e le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche, bisessuali e trans.
Vieni anche tu alla cerimonia della bandiera gay, la prima del genere in Italia, per essere parte di questo importante evento. Ti aspettiamo sul Ponte di Mezzo lunedì 28 giugno alle ore 12:00.
***
Che sia solo una trovata del Sindaco per aumentare i suoi consensi o no non possiamo certo saperlo, ma è comunque un’iniziativa interessante ed avanti in un Paese sempre più bigotto come è l’Italia.
“I baci gay? Impressionano i bambini”: e Bergamo dice no!
by PaloAltoGay.com on apr.27, 2010, under WebNews
La giunta comunale nega l’autorizzazione a una mostra fotografica nel centro cittadino, organizzata per la Giornata mondiale contro l’omofobia: “Ci preoccupavamo di come potrebbero reagire bimbi e anziani”.
La Giunta comunale di Bergamo, di centrodestra, non ha concesso l’autorizzazione agli organizzatori della mostra fotografica “Baci rubati”, che faceva vedere immagini gay, di allestire l’esposizione al Quadriportico del Sentierone, in pieno centro cittadino.
BACI GAY NO – L’iniziativa, sul tema del bacio omosessuale, era stata organizzata nell’ambito della Giornata mondiale contro l’omofobia, in programma il 17 maggio prossimo. La decisione della Giunta è stata duramente criticata, ieri sera, in Consiglio comunale dalla minoranza di centrosinistra, che ha presentato un ordine del giorno urgente – respinto a maggioranza – per invitare l’amministrazione comunale a fare marcia indietro. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Franco Tentorio: «Abbiamo valutato le richieste in modo approfondito – ha detto – e concesso il patrocinio a un convegno. Ma la mostra ci preoccupava: sulla base della presentazione degli organizzatori ci è sembrato che i contenuti fossero troppo forti. L’allestimento in pieno centro ci è sembrato inopportuno. Abbiamo posto attenzione alla sensibilità di bambini e anziani».
Noi di PaloAltoGay.com crediamo che i bambini e gli anziani siano usati come scusa e non come motivo principale di questo divieto. Sopratutto pverso le nuove generazioni si dovrebbe mostrare le possibili diversita’ e sfaccettature che esistono nel mondo e non solo quello che un Paese sempre piu’ Cattolico vuole far vedere. Voi che ne pensate?
E’ reato dare del gay per offendere
by PaloAltoGay.com on mar.16, 2010, under WebNews
Non si può dire a qualcuno che è un gay con l’intento di offendere, anche se la persona a cui è rivolta l’espressione ha effettivamente tendenze omosessuali e nonostante si dichiari di non avere pregiudizi e anzi di essere “laici apertissimi”. Questa è la conferma di una condanna che arriva dalla Cassazione… anche in Italia qualche piccolo passo ogni tanto si muove, certo siamo ancora lontani dal resto d’Europa, ma ogni tanto qualche spiraglio di luce arriva anche da noi.
Questo è quanto è stato deciso dalla Cassazione con una multa, simbolica?, di 400 euro per ingiuria nei confronti di un vigile 60enne di Ancona. La storia è iniziata, non meno, di otto anni fa, nel lontano 2002, per la precisione il 17 novembre quando Dante S. (il nome dell’imputato) aveva preso carta e penna per scrivere una lettera al collega Luciano T., con il quale non c’era un rapporto “di simpatia”. Nella lettera, insieme ad alcune accuse, Dante denunciava “l’essere gay” del collega. Con questa pronuncia la Suprema Corte ha voluto dire basta alle denigrazioni nei confronti degli omosessuali, ricordando che simili condotte possono sfociare in una condanna per ingiuria.
Come si è detto, al centro del procedimento c’è una lettera in cui un vigile (Dante S.) insultava il destinatario (Luciano T.) ricordando una “vacanza in montagna” che quest’ultimo aveva fatto in “compagnia di un marinaio”, episodio che gli era costato il successivo allontanamento da un club sportivo frequentato da ragazzini. Il tribunale di Ancona, in sede di rinvio (durante il primo processo d’appello l’imputato era stato assolto, ma il verdetto era stato annullato dalla Cassazione), aveva condannato l’uomo a 400 euro di multa per il reato di ingiuria, rilevando che le espressioni usate dall’imputato nella lettera “esprimevano riprovazione per le tendenze omosessuali” del collega e un “inequivoco e intrinseco intento denigratorio riferito al suo allontanamento da un luogo frequentato da minori”.
A niente sono servite le spiegazioni della difesa, che ha sostenuto “che il termine gay di per sé non è offensivo e che nella specie non c’era animus nocendi dal momento che l’ imputato nella lettera aveva dichiarato di nutrire simpatia per Luciano T., di essere laico e apertissimo e di non giudicare i costumi sessuali di nessuno”.
La prima sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza 10248, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato contro la sentenza di appello bis. Per la Cassazione, il tribunale di Ancona ha “correttamente svolto la sua funzione, inquadrando per un verso il termine ‘gay’ utilizzato nella lettera agli episodi che la sentenza annullata aveva omesso di considerare (la vacanza con il marinaio e l’allontanamento dal club frequentato da minori) e valutando le ulteriori accuse, presenti nella missiva ritenuta offensiva, come denigratorie, con giudizio di merito, logicamente motivato”. Nella lettera, infatti, l’imputato accusava il collega anche di aver sottratto documenti pubblici dagli uffici municipali di Ancona, nell’ambito di una cancellazione abusiva di contravvenzioni, nonché di aver favorito la propria nipote in un concorso pubblico.
Per la Cassazione, il ricorso dell’imputato non poteva essere accolto neanche in relazione al fatto che tra le parti esistevano “rapporti tesi”, che avrebbero potuto, secondo il ricorrente, portare al riconoscimento della discriminante della provocazione: ciò, si legge nella sentenza, “è in contraddizione con il tempo trascorso rispetto ai fatti indicati come provocatori, poiché una lettera inviata dopo un giorno da essi, col corollario del tempo necessario per concepirla e scriverla, escludono in radice il concetto di immediatezza”.
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