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Tag: Orgoglio Gay

PISA, Il Sindaco issa la bandiera gay sul Ponte di Mezzo

by PaloAltoGay.com on giu.25, 2010, under WebNews

In occasione del 28 giugno, giorno dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco Filippeschi presenterà la campagna del comune contro l’omofobia e isserà la bandiera gay sul Ponte di Mezzo.

Lunedì 28 giugno, in occasione della giornata dell’orgoglio omosessuale, il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi presenterà alla cittadinanza una campagna contro l’odio omofobico. Inoltre, il Sindaco compirà un ulteriore gesto simbolico di forte impatto per la comunità lgbt della città. La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento gay, sarà issata dal Sindaco stesso sul pennone del Ponte di Mezzo, simbolo laico della città, che normalmente è riservato alla bandiera comunale con la classica croce pomata.

Il 28 giugno è celebrato in tutto il mondo come il giorno dell’orgoglio omosessuale. Il 28 giugno 1969, infatti, iniziarono e andarono avanti per cinque giorni i cosiddetti moti di Stonewall a New York: otto agenti di polizia compirono l’ennesimo raid dentro lo Stonewall Inn, un bar gay molto frequentato di New York, al quale la clientela decise di ribellarsi. Da allora, ogni anno, il 28 giugno ha assunto il significato di rivolta contro i soprusi, le ingiustizie e le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche, bisessuali e trans.

Vieni anche tu alla cerimonia della bandiera gay, la prima del genere in Italia, per essere parte di questo importante evento. Ti aspettiamo sul Ponte di Mezzo lunedì 28 giugno alle ore 12:00.

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Che sia solo una trovata del Sindaco per aumentare i suoi consensi o no non possiamo certo saperlo, ma è comunque un’iniziativa interessante ed avanti in un Paese sempre più bigotto come è l’Italia.

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Svolta ISTAT: “conteremo anche le coppie gay”

by PaloAltoGay.com on apr.03, 2010, under WebNews

Dopo l’appello che Gay.it e la “promozione” fatta da tutti i siti di Gay-News come il nostro, l’ISTAT apre alle coppie gay. Nelle schede che verranno distribuite per il Censimento della popolazione ci sarà anche la possibilità di dichiararsi conviventi omosessuali.
Le coppie gay entrano nel Censimento 2011. Per la prima volta, nelle schede che verranno distribuite a tutti gli italiani, si avrà la possibilità di dichiararsi “convivente omosessuale” barrando l’apposita casella e, di conseguenza, compilare un solo questionario per due persone, proprio come fanno i conviventi eterosessuali. La decisione dell’Istat segue l’appello lanciato da Gay.it e al quale hanno aderito circa 4600 lettori ed è stata annunciata alle associazoni gay che avevano chiesto al Presidente Enrico Giovannini di essere convocate.

Il requisito minimo di cui devono essere in possesso le due persone per poter essere considerate una coppia è uno solo: abitare sotto lo stesso tetto. Sono quindi esclusi i single – gay, lesbiche -, le coppie non conviventi, e quelle transessuali che però verranno conteggiate a seconda del sesso di nascita (se la transizione non è ancora completata) o di quello di transizione (quindi solo se la riattibuzione del sesso è già terminata).

«È un grande passo in avanti – dice Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay – Per la prima volta si prende atto dell’esistenza di rapporti affettivi fra persone dello stesso sesso e addirittura delle famiglie gay con figli». Gli aspetti pratici della decisione dell’Istat sono molteplici. Basti pensare che i dati del questionario andranno ad aggiornare quelli in possesso degli uffici Anagrafe dei comuni di residenza, rendendo più ponderate per i sindaci eventuali iniziative politiche a favore delle convivenze, anche omosessuali (ad esempio, le graduatorie per l’accesso all’edilizia popolare o, per chi ha figli, l’accesso agli asili nido).

«Siamo rimasti molto soddisfatti dall’incontro con l’Istat – continua Patanè – Il presidente Giovannini si è dismotrato da subito molto disponibile a ricevere le nostre istanze e le associazioni gay sono state definite “portatrici di interesse” riconoscendo così il nostro ruolo di rappresentanza della comunità lgbt italiana».

«Prevedere un’apposita casella per potersi dichiarare convivente omosessuale è una grande apertura alla società da parte dell’Istat», dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it. «Sopra la scheda, e quindi nelle mani di tutti gli italiani, ci sarà un vero e proprio messaggio culturale: le famiglie gay sono uguali a quelle eterosessuali. Adesso tocca alle coppie gay dichiarare con orgoglio la propria convivenza».

Gay.it aveva lanciato l’appello “Contaci!” nel quale chiedeva al presidente dell’Istat di prevedere la possibilità per le coppie gay di dichiararsi tali nei questionari che saranno distribuiti in occasione del Censimento generale della popolazione italiana 2011. I parlamentari radicali avevano annunciato anche un’interrogazione urgente a prima firma on.Maurizio Turco nella quale si sottolineava l’importanza di accettare «la sfida di governare la realtà cercando di conoscerla, impostando le politiche sulla base dei dati disponibili invece delle opinioni precostituite».

La decisione dell’Istituto di Statistica è arrivata dopo che le associazioni gay avevano chiesto e ottenuto un incontro con il Presidente dell’Istat al quale erano presenti Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, AGEDO, Rete Lenford, MIT – Movimento Identità Transessuale, Associazione Trans Genere, Certi Diritti, Gaylib, Mario Mieli, Di’Gay Project, I-Ken Onlus.

Su questo argomento si sono aperte molte discussioni, e PaloAltoGay.com ha ricevuto, dopo la pubblicazione della notizia, moltissime e-mail di protesta e non. I Gay vogliono sempre maggior potere e visibilita’ in un ambiente, quello italiano, sempre piu’ chiuso e preoccupante. Ora sorge il quesito se questo censimento non voglia essere uno strumento per “auto-punirsi”.

In tanti pensano che con quella semplice croce le nostre vite, non solo verranno schedate, ma potranno essere bersaglio di problemi sociali, sopratutto per quelle persone che lavorano in settori pubblici dove i Gay non sono certo visti bene…

PaloAltoGay.com ha riportato quella che era una notizia di interesse per la comunita’ GLBT (Gay Lesbiche Bisessuale e Trangender) ed ora non lancia un contro-appello, ma ritiene di dare il suo parere a questa decisione dell’ISTAT un po’ troppo rapida… perche’ la domanda finale e’: come verranno gestiti e usati questi dati?

Voi che ne pensate?

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