Tag: Sex
U.S.A., film porno. Se gli interpreti usano il preservativo calano le vendite.
by PaloAltoGay.com on feb.15, 2011, under WebNews
LOS ANGELES, CALIFORNIA – La clinica nei dintorni di Los Angeles, California, che per dieci anni ha sorvegliato la salute di coloro che lavorano nella multimiliardaria industria della pornografia ha chiuso i battenti e il municipio è dovuto intervenire. Gli assessori hanno approvato un’ordinanza che richiede l’uso dei preservativi sul set di qualsiasi film porno in lavorazione. Ma è dubbio che tale ordinanza abbia gli effetti desiderati.
L’improvvisa chiusura della clinica, la Adult Industry Medical Healthcare Foundation, nella San Fernando Valley, dove è concentrata la maggior parte degli studios pornografici, è avvenuta dopo che una delle ”attrici” sotto controllo ha contratto l’Aids. ”Non possiamo continuare a tenere la testa sotto la sabbia”, ha dichiarato al New York Times l’assessore Bill Rosendahl, ”questa gente dovrebbe usare i preservativi, punto e basta”.
L’ordinanza municipale sarebbe la prima ad imporre specifici criteri di sicurezza all’industria pornografica, che in genere ha sempre tenuto lontane influenze esterne mediante quella che definisce l’autoregolamentazione. La clinica, finanziata dalle sesse compagnie porno, nel frattempo ha ripreso a funzionare, ma con una incerta reputazione dopo il contagio dell”’attrice”. E’ stata aperta alla fine degli anni novanta dopo che numerose ”attrici” sono state contagiate dall’Aids ed hanno fatto causa alle compagnie produttrici di film porno.
Le malattie sessuali sono frequentissime tra gli interpreti dei film pornografici. Vengono diagnosticate su un quarto di tutti gli interpreti ogni anno, secondo i dati del Los Angeles County Department of Public Health. I casi di clamidia e gonorrea sono sette volte più frequenti che tra la popolazione in generale.
Precedenti sforzi delle autorità al fine di rendere obbligatorio l’uso dei preservativi non sono approdati a nulla. I funzionari sanitari della contea di Los Angeles dicono che non ci sono i soldi per farlo. Anche se l’ordinanza diventerà legge non sarà facile applicarla. Ad essere restii all’obbligo del preservativo sono gli stessi produttori dei film porno perchè, dicono, se gli ”attori” li usano diminuiscono le vendite.
Dice la stessa cosa Jim South, da tempo reclutatore di interpreti porno. ”Anni fa ho cercato di convincere tutti ad usare il preservativo. Svariate compagnie hanno aderito, ma le loro vendite sono sensibilmente calate ed è finita lì”. Secondo le stime correnti, negli Stati Uniti il giro di affari della pornografia si aggira tra i 2 e i 13 miliardi di dollari l’anno.
[fonte]
CALDI TEENAGERS
by PaloAltoGay.com on ott.19, 2010, under Film, Trailer

I ragazzi giovani hanno un certo fascino. E che dire del ragazzo a sinistra? Giovane ed un po’ orientale… con tanta voglia di dar spazio ai proprio desideri piu’ nascosti…
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Porn Performer Gay di successo, ma per quanto?
by PaloAltoGay.com on ott.11, 2010, under WebNews
La durata media della carriera di un gay porn performer è abbastanza difficile da quantificare. A differenza di quella di un porn performer etero, che teoricamente può andare fino a quando è in grado di rendere bene (Rocco Siffredi insegna), nel caso della pornografia gay bisogna considerare anche dei fattori che vanno oltre alla qualità delle prestazioni: dagli inevitabili cambiamenti che porta il tempo (e che possono incidere molto sulla carriera di chi ha iniziato molto presto) ai trend estetici che vanno per la maggiore in un periodo piuttosto che in un altro. Inoltre la pornografia gay diventa molto selettiva a seconda dei generi che propone, e ci sono case di produzione specializzate in particolari tipologie fisiche che non si possono permettere di lavorare con un palestrato che perde tono muscolare, con ragazzini ormai cresciuti, con orsetti che si depilano e via discorrendo. Senza contare gli incidenti di percorso, i cambiamenti che possono avvenire nella vita di ciascuno o magari l’arrivo di un grande amore che esige una relazione monogama.
Con queste premesse è facile capire come l’universo dei gay porn performers sia molto variegato, e passi dai giovani che vanno avanti per meno di un anno ai nomi storici come Zak Spears (che ha girato video dal 1993, quando peraltro aveva già 28 anni, al 2008). C’è poi un numero crescente di gay porn performer che ama questo mondo e in qualche modo rimane al suo interno: in tanti si “riciclano” a seconda dei loro cambiamenti fisici (molti performers arrivati di recente alla Raging Stallion, specializzata in supermaschi virili e villosi, sono ex “ragazzi della porta accanto”), ma stanno aumentando anche i gay porn performers che – seguendo l’esempio di Kristen Bjorn – si rilanciano dall’altra parte della cinepresa, diventando essi stessi filmakers, come ad esempio Lucas Ridgeston e Joan Paulik (che nei primi anni ’90 lanciarono la BEL AMI in tutto il mondo). Non mancano neppure i performers che mettono le mani avanti, e che hanno iniziato a dirigere pur continuando a darsi da fare in prima persona sul set (da Steve Cruz a Brent Corrigan a Michael Lucas, per non parlare degli italianissimi Ettore Tosi e Francesco D’Macho).
Sia come sia in quest’ultimo periodo si sta verificando un fenomeno un po’ difficile da inquadrare, e che forse ha uno stretto rapporto con internet. Infatti non dev’essere un caso se, nel giro di poche settimane, si sono ritirati diversi professionisti che proprio internet aveva contribuito a rendere famosi: Bobby Clark, Trevor Kinght e Tommy D sono solo gli ultimi della serie. Il tutto mentre, al contrario, il mondo del porno gay tradizionale non sembra coinvolto dal fenomeno, e anzi registra diversi “riavvicinamenti” di gay porn performers che si erano allontanati per qualche tempo. Forse il porno gay su internet sta iniziando a risentire del caso di Mason Wyler, un giovane performer che da anni aveva iniziato a lavorare in esclusiva per il web e che ha scoperto di essere sieropositivo lo scorso maggio, anche perchè dopo il suo annuncio sono saltati fuori i nomi di altri gay porn performers che lavoravano per il web e che hanno ammesso di essersi ritirati proprio a causa della loro sieropositività.
Non è da escludere che tutti questi ritiri siano stati motivati proprio dal fatto che il porno sul web ha dimostrato di offrire molte meno garanzie rispetto a quello tradizionale, anche perchè spesso apre le porte a perfetti sconosciuti, di cui si sa poco e niente e sul cui stato sierologico è davvero molto difficile mettere la mano sul fuoco. Inoltre non bisogna dimenticare che stanno aumentato i ragazzi specializzati nel ruolo di “comparse”, che passano da un sito all’altro (magari arrivando a praticare sesso bareback) senza farsi troppe domande. Probabilmente è arrivato il momento che anche la pornografia gay sul web si interroghi seriamente sulle garanzie che offre, anche perchè col tempo potrebbe giocarsi la reputazione (e buona parte della sua materia prima). Staremo a vedere.
Articolo di Valerian Elfodiluce [fonte]
Sesso chiassoso, rissa fra Gay e coinquilina sessantenne
by PaloAltoGay.com on set.26, 2010, under WebNews
E’ scoppiata tra una coppia gay e una sessantenne troppo rumorosa negli amplessi.
Treviso – la polizia di treviso e’ dovuta intervenire per sedare un principio di rissa scoppiata fra una coppia omosessuale, residente in un appartamento nel centro di treviso, e una donna di 60 anni, domiciliata al piano inferiore, accusata di essere troppo rumorosa negli amplessi serali. La signora, impaurita dai colpi energici picchiati alla porta della sua abitazione, ha chiamato la polizia per poi scoprire che a prendere a calci e pugni l’uscio era uno dei due coinquilini del piano superiore. Questi ultimi, una coppia omosessuale, ha spiegato agli agenti di avere in ogni modo chiesto alla donna di moderare le espressioni vocali nel corso dei suoi incontri sessuali con il trentenne, che ultimamente e’ solito frequentarla, ma senza ottenere alcun effetto.
[fonte]
Dopo il coming out, il mondo del porno vuole ricky martin
by PaloAltoGay.com on apr.20, 2010, under WebNews
Ormai anche i sassi dovrebbero sapere che Ricky Martin ha dichiarato la propria omosessualità, dando ai gay di tutto il mondo nuovi motivi per fantasticare su di lui. Evidentemente l’occasione fa l’uomo ladro, e dalle parti della casa di produzione hard Raging Stallion hanno pensato che – dopo il coming out – fantasticare non bastava più…Così hanno ufficialmente proposto al reginetto del pop latino di partecipare ad una scena hard assieme al gay porn performer Austin Wilde, per la modica cifra di un milione di dollari! Probabilmente il cachet più alto mai proposto per una scena hard (gay e non) nella storia dell’umanità. Tuttavia è alquanto improbabile che Ricky Martin possa accettare una simile proposta, visto che i milioni di dollari di certo non gli mancano e che comunque ha ribadito più volte di avere ben altri obbiettivi nella vita (soprattutto ora che è papà)…
Siccome alla Raging Stallion di certo non sono sprovveduti è altamente probabile che abbiano fatto per bene i loro conti, e che in realtà puntassero solo a farsi un po’ di pubblicità in più. Sia come sia, questo episodio è rappresentativo dei tempi e di come l’industria del porno gay, perlomeno negli USA, si sia affermata al punto da potersi permettere di avanzare questo tipo di proposte. Tuttavia, mentre i fans di Ricky Martin dovranno accontentarsi del suo sosia Ricky M. (che ha girato una decina di video per alcuni siti come nextdoormale.com, e che – a differenza di Ricky Martin – è un gay for pay che ha lavorato anche a diverse produzioni etero), gli amanti dei reality show potranno presto gustarsi il secondo video hard gay dell’ex concorrente del Big Brother americano Steven Daigle. Dopo il buon risultato di “Steven Daigle XXX” il cowboy texano sta per dare il nome a una nuova produzione di Chi Chi LaRue: “Steven Saigle Stalked”, a cui seguirà un terzo video dal titolo “Steven Daigle Exposed”. A quanto pare Steven Daigle passerà alla storia come il primo concorrente di un reality a cui è stata dedicata un’intera trilogia di video hard gay.
Comunque le buone notizie non mancano nemmeno per gli amanti del Made in Italy, visto che Dario Beck – la nuova promessa italiana in forza alla TitanMedia – sta per tornare sul web e nei sexy shop di tutto il mondo con il suo secondo video (Reflex), mentre Francesco D’Macho ha tenuto alto il buon nome della nazione contribuendo alla vittoria del video “Porn Stars In Love” (categoria “video hard più romantico”) nei TLA Gay Awards (per gli amici Gaybies), che si sono tenuti la scorsa settimana e che – tramite votazione via web – hanno assegnato il titolo di miglior hard del 2009 al “caso” Men Of Israel di Michael Lucas (che ha rotto, in tutti i sensi, il tabù dell’hard gay nello stato di Israele). Per la cronaca: ai Gaybies è stato assegnato anche un premio per l’oggettistica più apprezzata, che è andato al fleshjack modello ice mouth (prodotto da fleshjack.com), seguito a ruota dal dildo vibrante di Johnny Hazzard, un porn performer che continua a rimanere sulla cresta dell’onda nonostante non sia esattamente una novità nel panorama dell’hard.
D’altra parte il pubblico dell’hard gay, che comunque tende a rinnovarsi completamente ogni sei/sette anni, ultimamente ha dimostrato di saper apprezzare i performers anche per il loro fascino e la loro personalità. Esemplare in questo senso è stato il caso di Tom Judson (nome d’arte Gus Mattox), vincitore del titolo di miglior performer dell’anno nei Gay VN Awards del 2006, alla “tenera” età di quarantasei anni (entrando nella storia come il performer più “anziano” ad essersi aggiudicato questo titolo). Forse anche perché, oltre ad essere un porn performer, Tom Judson è stato per anni un attore di Brodway, tant’è che a tutt’ora porta in tournèe i suoi spettacoli (il suo ultimo lavoro si chiama Canned Ham, e lo vede anche in veste di musicista). Tutto questo sembrerebbe dimostrare una volta di più che il mondo dell’hard professionale si sta separando ulteriormente da quello amatoriale, che – soprattutto sul web – ha adottato una logica da catena di montaggio che lascia ben poco spazio alla ricerca della qualità e alla valorizzazione di quei performers che, al di là delle loro prestazioni, sono anche in grado di comunicare qualcosa al loro pubblico.
Articolo di: Valeriano Elfodiluce (fonte)
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